ZANCANA Castelvetrano

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dal castelvetranese Luigi Simanella al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Egregio Presidente,
mi vorrà perdonare se Le faccio perdere del tempo prezioso, ma in questi giorni anche il mio migliore amico è morto a causa di quello che è definito il “male del secolo” (ritengo impropriamente giacché dal secolo scorso continua a mietere vittime anche in questo secolo), e ho sentito forte il bisogno di sfogarmi con qualcuno.

Ho scelto Lei, poiché rappresenta tutti quegl’italiani onesti che, come me, hanno bisogno di sentirsi parte d’un tutt’uno che identifichiamo con Patria. Sono un modesto cittadino che non ne può più d’essere considerato un ipotetico mafioso. La mia città, Castelvetrano, è commissariata da quasi due anni in seguito allo scioglimento, per presunte infiltrazioni mafiose, dell’ultima amministrazione che reggeva le sorti del mio comune.

Pur potendo vantare giustificazioni più o meno valide circa questa scelta ritenuta da tanti pretestuosa e sbagliata, mi rimetto alle decisioni della commissione antimafia senza alcuna recriminazione. Il problema è che noi onesti cittadini castelvetranesi (mi creda, siamo la maggioranza), che colpa abbiamo se Castelvetrano ha dato i natali a uno dei più ricercati superlatitanti? Che colpa abbiamo se i mass media, per fare maggiore audience, parlano continuamente di Castelvetrano come d’una città mafiosa nella quale l’abusivismo edilizio è una prassi costante, dove nessuno vuole pagare le tasse, dove non si riesce a organizzare la raccolta differenziata e altre schifezze del genere.

Luigi Simanella

 

Questo alla faccia di chi costruisce rispettando tutte le regole d’urbanizzazione edilizia, di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo e di chi s’impegna quotidianamente a riporre l’immondizia negli appositi contenitori. Gli stessi mass media non forniscono, però, informazioni che riguardano l’elevata incidenza mortale che c’è nel mio territorio dovuta all’insorgere di diverse forme di melanomi e neoplasie. Sempre più miei concittadini si rivolgono a strutture ospedaliere specializzate del nord per curarsi da una malattia spesso inesorabile.

I medici si sorprendono nel costatare che i casi di cancro che si manifestano a Castelvetrano e dintorni siano tantissimi. Perché i mass media non si curano d’affrontare il problema di tutte le scorie radioattive e dei rifiuti tossici che sono stati smaltiti negli anni ottanta seppellendoli nelle cave dismesse di tufo, anfratti, voragini, caverne tipiche della configurazione morfologica d’un territorio che s’estende da Castelvetrano fino a Marsala? Più volte sono state fatte delle verifiche per rilevare il tasso di radioattività della mia zona e sempre i livelli registrati sono risultati molto sopra la media. È molto probabile che, oltre all’aria molto inquinata che siamo costretti a respirare, alcune falde acquifere siano state contaminate da questi materiali radioattivi e rappresentino la causa principale delle tante morti per tumori maligni.

Certo, so benissimo che a compiere questo misfatto sono state le varie mafie, ma se è così perché lo Stato non interviene, anche in maniera energica, facendo sentire tutto il suo peso d’autorità rappresentativa? Mandi l’esercito se ce ne dovesse essere bisogno. Davvero la nostra unica chance di salvezza dev’essere quella d’abbandonare la terra che ci ha generato? Noi vogliamo continuare a vivere qui e Lei sa meglio di me che lasciare questa terra meravigliosa rappresenterebbe un immane sacrificio. Perché dobbiamo continuare a subire passivamente coercizioni ideologiche, miste a danni strutturali ed economici fortemente penalizzanti della libertà individuale?

Perché non possiamo continuare a vivere liberi di gestire la nostra, magari ostentata, onestà senza essere tacciati di fatti e cose che non ci riguardano e che sono lontani dal nostro modo d’essere cittadini italiani? Lei sa benissimo che il nostro è un popolo orgoglioso che mai si vergognerebbe delle proprie origini: io sono stato, sono e sarò sempre orgogliosissimo d’essere un siciliano nato a Castelvetrano. La nostra è stata una vera e propria disgrazia, un sisma che ha travolto inesorabilmente la nostra cultura, la nostra reputazione, la nostra vita. Siamo dei terremotati politici, abbandonati dallo Stato che, invece d’aiutarci a sopravvivere a questo cataclisma, come solitamente fa intervenendo tangibilmente in altre tragiche realtà anche se più manifeste, s’accanisce contro di noi seppellendoci in mezzo alle nostre stesse macerie con un omertoso complice silenzio (La prego di perdonare la mia assoluta franchezza).

Noi siamo le vittime sacrificali immolate sull’altare dell’incapacità di trovare una soluzione definitiva all’annoso problema mafioso. Ammesso che questo possa essere definito un territorio dove l’illegalità regna sovrana, se lo Stato non riesce a ripristinarla, perché noi onesti cittadini dobbiamo subirne l’onta con le conseguenze che stanno nelle cose? Lo Stato dovrebbe indennizzarci, invece di trattarci alla stregua di mafiosi, e non dovrebbe permettere ai mass media di colpevolizzare indistintamente una comunità influenzando l’opinione pubblica nella pubblicizzazione d’uno stereotipo completamente sbagliato e lesivo nei confronti di cittadini indifesi.

Noi aneliamo a un riscatto politico, culturale e sociale, per affermare un senso civico che ci è stato barbaramente e ingiustificatamente negato. Lo Stato faccia lo Stato, stando vicino alle persone oneste, garantendo loro l’appartenenza e la vicinanza fattibile e costruttiva al momento del bisogno e dando i mezzi per ricostruire un’identità andata perduta per colpe non commesse. Questo è ciò che sentivo liberamente di dirLe consapevole che Lei, da buon siciliano, non rimarrà sordo a questo grido d’aiuto, di dolore misto a disperazione, che vuole dimostrare l’amore e la devozione verso la mia, ma anche la Sua, terra continuamente martoriata e devastata. Sia con noi, mio caro Presidente, e La prego d’usare tutti i poteri a Lei demandati per aiutare noi castelvetranesi onesti a riscattarci da un’ignominiosa infamia che certo non meritiamo. Con immensa e inesauribile stima.

Luigi Simanella
Cittadino di Castelvetrano