Pubblichiamo di seguito la nota dell’Avv. Franco Lo Sciuto, difensore di Vincenzo Chiofalo, coinvolto nell’operazione Artemisia
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Nella qualità di difensore di fiducia di Chiofalo Vincenzo, ex vice-sindaco della città di Castelvetrano, indagato nell’ambito dell’Operazione ARTEMISIA, comunico che, a seguito del deposito della motivazione, la Corte Suprema di Cassazione, sez. VI penale, ha rigettato il ricorso depositato dalla Procura della Repubblica di Trapani avverso l’Ordinanza di annullamento emessa dal Tribunale del Riesame di Palermo con cui veniva dichiarata la insussistenza di gravi indizi relativamente alle contestazioni a carico del Chiofalo.

La Corte di Cassazione ha in sostanza confermato il provvedimento del Tribunale del Riesame di Palermo laddove è stata riconosciuta la mancanza di gravi indizi di colpevolezza a carico del Chiofalo in relazione ai reati ascritti al medesimo, di appartenenza ad una associazione segreta e di abuso d’ufficio.

Per ciò che concerne il reato di abuso d’ufficio la Cassazione ha pronunciato l’ inammissibilità per la manifesta inconsistenza ed infondatezza del ricorso della Procura di Trapani.

Per quel che riguarda la esistenza di una ipotizzata associazione di tipo segreto, i Giudici della Corte Suprema, in sostanza, hanno ritenuto la inesistenza di alcun contesto strutturato di tipo associativo, e ciò in forza di una serie di considerazioni di assoluta valenza.

Ad avviso della Carta di Cassazione, il Pubblico Ministero ha omesso di riconoscere l’incontestato interesse politico-elettorale coltivato dalla figura chiave dell’intero procedimento, rifuggendo da un doveroso sguardo d’insieme della vicenda e che i contatti tra i presunti appartenenti al sodalizio erano funzionali a predisporre strategie politiche, e non già, come sostenuto dalla pubblica accusa, espressione di un contropotere capace di sovvertire il regolare funzionamento delle istituzioni democratiche o di condizionarne l’operato.

In definitiva, le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Trapani nei confronti dell’ex vice sindaco Chiofalo Vincenzo, sono state disarticolate dai Giudici di grado Superiore e ritenute prive di ogni fondamento logico e giuridico.

La Sentenza della Cassazione oltre a confermare il ragionamento del Tribunale del Riesame con motivazioni oggettive e insindacabili, restituisce piena dignità alle ragioni del mio assistito, e consente allo stesso di riappropriarsi della integrità morale, scalfita da un provvedimento giudiziario destituito di ogni fondamento logico e giuridico Le notizie relative a pronunce di annullamento con rinvio che riguardano altri indagati, pubblicate a mezzo stampa, si riferiscono dunque ad ipotesi di reato che nulla hanno a che vedere con i reati associativi contestati al mio cliente.