Francesco Licata (SEL)

Francesco Licata (SEL)

Il 31 dicembre prossimo potrebbe essere una data nefasta per i circa 500 lavoratori del Gruppo 6GDO – Despar di Castelvetrano. L’azienda in amministrazione giudiziaria per via della confisca a Giuseppe Grigoli, si trova in una situazione finanziaria e di mercato molto delicata.

I magazzini sono quasi vuoti, i fornitori non consegnano più merce per la crisi di liquidità in cui versa l’azienda, i supermercati concessi in gestione a terzi ormai si approvvigionano presso altri fornitori portando a deprimere ulteriormente i ricavi dell’azienda, alcuni crediti sono da ritenere di dubbia esigibilità destinati a trasformarsi in perdite certe. Purtroppo si sta verificando quello che, come accade sempre più spesso, le aziende confiscate e affidate ad un amministratore giudiziario subiscono un destino quasi inesorabile.

Il nostro partito ha un forte radicamento nei valori della legalità, della trasparenza e della lotta alla mafia e non ci uniremo al coro di coloro che affermano “la mafia dava lavoro, lo Stato invece mette i lavoratori per strada”.

Tuttavia non possiamo non essere preoccupati per il destino che attende 500 lavoratori che, con le famiglie, contano quasi 2.000 persone. Castelvetrano è la città maggiormente colpita da questa situazione per cui riteniamo che il Sindaco debba chiamare a raccolta l’intera cittadinanza, o meglio l’intera area del Belice, per scuotere il Palazzi della politica regionale e nazionale ad assumere atteggiamenti responsabili. Non ci si può trincerare dietro dichiarazioni di circostanza e rimanere quasi impassibili.

Questa città, e questa valle del Belice, non può essere criminalizzata per il solo fatto di aver dato i natali a Matteo Messina Denaro. Se 500 persone vengono messe per strada senza lavoro ma soprattutto senza una prospettiva, non faremo che una gradito regalo alla mafia che sulla disgrazia di tante persone potrebbe trovare terreno fertile per assoldare abbondante manovalanza per i suoi loschi traffici.
Il destino di questi lavoratori si lega al destino di questa città e di questa valle del Belice. Una presa di posizione corale dei sindaci della valle è indispensabile per pretendere a tutti i livelli un’assunzione di responsabilità.

Ci dica il dott. Ribolla che una soluzione è possibile. Lo Stato tenga il timone su questa vicenda in uno scatto di orgoglio che sia esemplare. Nella città del capo indiscusso di Cosa Nostra non ci possono essere dubbi sul fatto che lo Stato sia capace di assumere il ruolo di quel “buon padre di famiglia” che ha a cuore le sorti dei propri figli.

Facciamo nostra l’iniziativa della C.G.I.L. con la proposta di legge “io riattivo il lavoro”, presentata a Roma e accompagnata da oltre 100.000 firme. Ci auguriamo che anche le altre forze politiche e parti sociali facciano altrettanto.

Non sia il prossimo Natale evento di un triste ricordo per la città di Castelvetrano e per l’intera Valle del Belice. Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà a tutti i lavoratori del Gruppo 6 GDO, resteremo vigili affinchè l’attenzione sul destino di questi lavoratori non cada nell’oblio della politica.

Campobello di Mazara, 12 Novembre 2013

Francesco Licata – Coordinatore SEL sez. Campobello di Mazara