Dallo Yemen alla Siria, dal Camerun alle Filippine, ribelli e eserciti stanno rispondendo all’appello per una tregua lanciato dall’Onu. “La furia del coronavirus mostra la follia della guerra. Ecco perché oggi chiedo un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo. È tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta delle nostre vite. Alle parti in guerra dico: ritiratevi dalle ostilità”. E’ stato il messaggio lanciato lo scorso lunedì dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Nei teatri di guerra di tutto il Mondo, si è subito colta l’opportunità di una tregua. Martin Griffiths – si legge su Repubblica.it – l’inviato dell’Onu nello Yemen, Paese devastato da cinque anni di guerra, ha annunciato le “risposte positive” per un cessate il fuoco e per una pausa umanitaria giunte sia dai ribelli houthi sia dal governo yemenita per meglio lottare contro il coronavirus. Lo stesso è accaduto in Camerun, dove i ribelli anglofoni delle Forze di difese camerunensi del Sud (Socadef) hanno proclamato un cessate il fuoco temporaneo.

Tre giorni fa, un messaggio analogo è giunto dal Partito comunista delle Filippine, insieme al governo del Paese. E ieri anche le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno sostenuto l’idea di una tregua e si sono dette disponibili “a fermare ogni azione militare” nel nord-est del Paese, mentre il Segreterio generale Guterres ha invitato gli altri protagonisti del conflitto siriano a fare lo stesso. Nella speranza che questi cessate il fuoco “servano da esempio nel mondo intero” per far tacere le armi di fronte alla minaccia del Covid-19