Parlare di effetti positivi generati del Coronavirus nel momento di massima tensione di emergenza internazionale, potrebbe sembrare un’assurdità. Ma i dati raccolti riguardo ai livelli di inquinamento atmosferico e di presenza di CO2, sono un dato così rilevante da non poter essere trascurato, nemmeno adesso.

Dalle immagini satellitari provenienti della Nasa e dell’Esa, (l’Agenzia spaziale europea), si può notare, chiaramente, una drastica riduzione delle emissioni di biossido di azoto nelle principali città cinesi tra gennaio e febbraio. Queste emissioni sono per lo più quelle rilasciate da veicoli, centrali elettriche e impianti industriali. La nuvola di gas tossico, ben visibile prima del lockdown, è quasi scomparsa e i livelli di smog si sono notevolmente ridotti da quando le fabbriche hanno chiuso o hanno diminuito la loro produzione.

La situazione è destinata a non rimanere marginale alla Cina. Infatti, a causa del contagio del virus in ormai tutti i Paesi, si registrano dei cali significativi anche in Italia e si prevedono simili risultati anche negli Usa dove sono diminuiti nettamente, in questi giorni, gli spostamenti in auto e il traffico aereo.

Secondo la Bbc, da un incrocio dei dati forniti dalla “Columbia University” e e da altri studi, rispetto allo stesso periodo del 2019, in Cina il monossido di carbonio è diminuito del 50% come conseguenza della riduzione del traffico. La media, su scala globale è attualmente del 35%.

Il dato che però preoccupa gli esperti è quello che non appena sarà contenuta la pandemia di Covid-19, vi sarà un rilancio esponenziale delle industrie e delle attività di produzione e, così facendo, la situazione dell’inquinamento ambientale rischia di tornare come prima, se non addirittura peggio. La speranza rimane quella di aver fatto aumentare, in questo modo, il grado di consapevolezza ai Governi e che questi possano provvedere finalmente a mettere in campo delle misure che tengano maggiormente in considerazione la tematica ambientale, sostituendo i vecchi metodi di produzione con quelli più innovativi e più rispettosi dell’ambiente.

(Fonte Agi – foto Esa – Nasa)