Che i rapporti tra l’associazione “Palma Vitae” e l’Amministrazione comunale si fossero incrinati, s’era capito platealmente sin da quando Giusy Agueli (presidente del sodalizio che ha affidati alcuni locali comunali dell’ex Eca), in un dibattito pubblico organizzato dal M5S, tirò fuori la questione: dall’Ufficio Solidarietà sociale le scrissero, invitandola a lasciare il primo piano dell’immobile, dove aveva allestito un laboratorio di sartoria. Questo avvenne davanti al sindaco Enzo Alfano, e c’era pure il prefetto di Trapani, Tommaso Ricciardi.

La questione – iniziata con quella lettera – non s’è chiusa. La Agueli è intervenuta pubblicamente a difesa della sua associazione e delle attività che svolge sul territorio. E ora interviene ufficialmente il sindaco. Una lettera dai toni cordiali («la mia personale ammirazione per il pregevole impegno da ella assunto a sostegno e in difesa delle donne» scrive Alfano) ma che, in soldoni, dice all’Agueli di lasciare il primo piano, di pagarsi le bollette della luce e a febbraio 2020 di lasciare l’immobile, la cui assegnazione verrà messa a bando pubblico.

Secondo il Comune l’Agueli deve svolgere le attività della propria associazione «esclusivamente nelle stanze contrattualmente assegnate nel 2017, e non utilizzare impropriamente beni, attrezzature e componenti di arredo, il cui impegno è istituzionalmente destinato a tutt’altri scopi perseguiti dall’Amministrazione» scrive ancora il sindaco.

Poi tocca all’associazione concessionaria pagarsi le bollette, «io non ho assunto nessun impegno di pagarle» taglia corto il primo cittadino. A febbraio prossimo scadrà l’assegnazione dei locali a pian terreno dell’ex Eca a “Palma Vitae”. E sarà pubblicato il bando di riassegnazione dei locali. «La partecipazione sarà aperta a tutti gli enti e associazioni del territorio». E la “Palma Vitae”, se vorrà, potrà ripartecipare.