La Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge il 21 marzo 2021 alla sua ventiseiesima edizione. Come nel 2020, anche quest’anno la Giornata – riconosciuta ufficialmente dallo Stato, non può prescindere dalle difficoltà che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19; tuttavia anche quest’anno la voglia di esserci, la capacità di rendersi attivi e prossimi ai familiari delle vittime prevarranno, nonostante la circostanza contingente.

Lo slogan nazionale è: “A ricordare e riveder le stelle” Richiamare nel cuore coloro che hanno perso la vita per mano mafiosa: ‘tornare’ e essere ‘nuovamente’ ricordati per rivivere nella nostra capacità di fare memoria. “… e riveder le stelle”, citando l’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, a settecento anni dalla sua morte. Il desiderio di ‘riveder le stelle’ e di uscire dall’inferno della pandemia, dopo un anno di isolamento e distanziamento, è un desiderio forte tra tutti i cittadini. Le stelle sono anche le persone che ogni giorno si battono per la giustizia sociale e la legalità democratica, fari del nostro operare ed esempi ai quali guardare. A loro dobbiamo quotidianamente volgere il nostro sguardo. Il titolo della Giornata vuole dunque essere un inno alla vita, allo sguardo verso un orizzonte migliore da costruire insieme, a partire dalla memoria di chi quella vita ci ha lasciato, come un testimone nelle mani di un corridore che deve vincere la gara più importante, quella per l’affermazione del bene collettivo, del bene comune.

La ‘stella’ cui il Club per l’Unesco di Castelvetrano-Selinunte vuole ricordare simbolicamente in questo 21 marzo è quella del giudice Rocco Chinnici, assassinato in un agguato il 29 luglio 1983, in via Pipitone Federico a Palermo. Il suo nome è legato all’idea dell’istituzione del “pool antimafia”, che diede una svolta decisiva nella lotta alla mafia. Entrò nella magistratura italiana nel 1952, avendo come prima destinazione il tribunale di Trapani come uditore giudiziario. In seguito fu pretore a Partanna, dal 1954 al 1966, anno in cui pervenne a Palermo, prese servizio presso l’Ufficio Istruzione del Tribunale, nel ruolo di giudice istruttore. Frequentò Castelvetrano perchè fu tra i primi soci del club Lions costituito nel 1961. Fu un uomo coraggioso, grande servitore dello Stato e padre amoroso, che ha fortemente sentito la responsabilità e il senso del dovere verso le istituzioni, la società e i giovani, sino al punto di andare, consapevolmente, incontro al sacrificio supremo, donando la propria vita per permettere alle nuove generazioni di vivere in un mondo migliore e più giusto.

Il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte