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Il campo spontaneo di migranti nato nel terreno di fronte l’ex oleificio “Fontane d’oro” a Campobello di Mazara, rimane per dov’è. Pochi metri oltre il campo con le unità abitative dell’Unhcr e gestito dalla Croce Rossa Italiana, da alcune settimane è nato un nuovo accampamento spontaneo abusivo che ospita più di 300 migranti stagionali: ci sono capanne di fortuna ma anche baracche precarie dove avviene macellazione abusiva sotto gli occhi dei passanti e la carne poi viene cotta e venduta ai migranti lavoratori; e ancora bazar e punti ristoro. Tutto, naturalmente, in stile villaggio, senza nessun rispetto di norme igieniche.

Qualche giorno addietro a rendersi conto della più complessa questione dei migranti a Campobello di Mazara e Castelvetrano è arrivato il senatore Davide Faraone: «Quello che accade nei campi migranti improvvisati a Campobello di Mazara e a Castelvetrano è fuori da ogni condizione umana dignitosa e nel pieno rispetto della vita», ha ribadito Faraone che, dopo aver visitato la struttura regolare gestita dalla Croce rossa italiana, ha visto i due campi abusivi sorti su terreni privati, l’uno di fronte l’ex oleificio “Fontane d’oro” e l’altro all’ex cementificio “Calcestruzzi Selinunte”. Faraone ha detto che «non è questa una condizione di accoglienza, non è ignorando il problema che lo risolviamo. Il confine è stato superato ed è necessario intervenire, per ristabilire intanto il diritto a condizioni di igienico sanitarie indispensabili».

Faraone ha annunciato di chiedere un incontro col Prefetto di Trapani. Seppur da anni è istituito il tavolo tecnico permanente in Prefettura, la questione dell’accoglienza migranti in questo periodo evidenzia i suoi punti di criticità, per via del massiccio afflusso in poco tempo di circa 1000 migranti sul territorio di Campobello e Castelvetrano. E i problemi non sono pochi, legati principalmente all’accoglienza.

Se in questi ultimi anni (grazie al coordinamento della Prefettura) si è potuto allestire un campo con unità abitative dell’Unhcr all’interno dell’ex oleificio “Fontane d’oro” (confiscato alla mafia e passato al patrimonio del Comune), rimangono i campi ghetto: l’ex cementificio “Calcestruzzi Selinunte” di Castelvetrano e ora un secondo campo in un terreno privato incolto, proprio di fronte l’ex oleificio a Campobello di Mazara. I posti letto nel campo regolare sono pochi a fronte dell’afflusso massiccio di migranti, e così allestiscono tende di fortuna. Nel campo ghetto dell’ex cementificio sono nate ulteriori criticità: «cioè traffico di droga e prostituzione», come ha già spiegato a CastelvetranoSelinunte.it la volontaria Liliana Catanzaro, che da 12 anni collabora con associazioni vicini ai lavoratori stagionali. «Posso dire che l’ingresso di prostituzione locale ha stravolto gli equilibri tra le comunità dei lavoratori, creando contrasti che ora vanno affrontati con una certa delicatezza», ha concluso la Catanzaro.

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