Con termini “sterilizzazione” o “castrazione” si fa riferimento alla perdita della capacità di riprodursi o in maniera temporanea (per via perlopiù farmacologica) o definitiva (per via chirurgica). La sterilizzazione dei cani di sesso femminile comporta notevoli vantaggi. Infatti, oltre ad eliminare l’eventualità di gravidanze impreviste o indesiderate, le femmine sterilizzate sono esposte a un rischio notevolmente ridotto di tumore mammario e dei tumori uterini e l’asportazione completa dell’utero elimina il rischio di sviluppare un’infezione potenzialmente fatale chiamata piometra.

Anche per i cani maschi la sterilizzazione presenta dei vantaggi. L’età in cui si esegue l’intervento è un fattore meno importante rispetto alle cagne, ma i cani castrati sono comunque meno soggetti al rischio di patologie a carico dei testicoli e della prostata. Spesso i cani non castrati mostrano comportamenti indesiderati legati agli ormoni, come monta inappropriata e fughe in cerca di una cagna femmina, che possono essere assai pericolose.

Esistono anche altre alternative, come la vasectomia per i cani maschi, ma sono relativamente rare. L’intervento viene sempre eseguito in anestesia totale e richiede un breve periodo di convalescenza. La sterilizzazione degli animali permette il contenimento di un fenomeno gravissimo quale il randagismo, dagli ampi risvolti sociali, etici e di salute pubblica. Le probabilità che le cucciolate non volute finiscano nei canili, già sovraffollati, sono molto elevate. Per questa ragione, è meglio lasciare che della riproduzione si occupino allevatori responsabili che, prima dell’accoppiamento, si assicurino che i nuovi nati siano destinati a famiglie in grado di dare loro una casa e tutto l’affetto di cui hanno bisogno per il resto della loro vita.

«Oggigiorno questa procedura è considerata una prassi sempre più consolidata e sicura e viene sempre più richiesta dai proprietari non solo per controllare le nascite ma anche come mezzo di prevenzione di alcune malattie frequenti soprattutto in età avanzata, come tumori della mammella e della prostata ed infezioni dell’utero… in primis – spiegano i veterinari del Centro “Darwin” di Castelvetrano.

La procedura più diffusa e sicura è la chirurgia, la cui tecnica consiste nell’asportazione dei testicoli nel maschio o nell’asportazione delle ovaie o delle ovaie e dell’utero nelle femmine, in regime di anestesia generale; generalmente tale intervento permette, dopo una breve convalescenza, una rapida ripresa ed un ritorno alle normali attività dell’animale. La sterilizzazione – continuano i veterinari – rimane comunque una prestazione medica delicata e va pertanto eseguita da medici veterinari chirurghi, dotati di sale operatorie adeguate, dopo aver valutato attentamente le condizioni di salute dell’animale».