Se da un lato ai cittadini stanno arrivando le bollette salatissime per il consumo d’acqua, dall’altro per il Comune non sono bei tempi. A Castelvetrano l’autunno non sta portando buone notizie. È di ieri la nomina del Commissario ad acta per il bilancio nella persona del funzionario palermitano Antonio Garofalo che dovrà seguire il delicato iter di approvazione. Ma perché si arriva a questo punto? I retroscena che hanno portato all’emissione del decreto di nomina sono passaggi che vale la pena valutare con attenzione.

Per il Comune di Castelvetrano, come si sa, la Commissione straordinaria, a febbraio scorso, ha dichiarato il dissesto finanziario, condizione questa che ha portato il Presidente della Repubblica a nominare con un proprio decreto – a maggio – l’organismo straordinario di liquidazione. La commissione straordinaria di liquidazione con tre professionisti indicati si sta occupando del pregresso, cioè tutto ciò che riguarda il periodo antecedente a febbraio.

Entro tre mesi dal decreto – che ha accertato il dissesto – il consiglio comunale avrebbe dovuto trasmettere al Ministero un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato. Ma questo non è avvenuto, al punto tale che l’Assessorato regionale alle autonomie locali, il 20 settembre scorso, ha diffidato gli organi comunali. Nello specifico l’Assessorato avrebbe voluto una relazione sullo stato del procedimento sull’approvazione del bilancio. A quella nota – come si legge nel decreto – il Comune non hai mai dato riscontro.

Da qui è nata la nomina del Commissario ad acta che dovrà, laddove necessario, sostituirsi agli organi per l’approvazione. Ma, concretamente, a che punto è l’iter procedurale? La Giunta municipale non l’ha ancora approvato e il consiglio comunale, quindi, attende la trasmissione dell’atto. Stamattina avremmo voluto chiedere al sindaco Enzo Alfano quali saranno i tempi di approvazione in Giunta, ma non è stato possibile contattarlo telefonicamente.

 

Antonio Garofalo (foto – 98zero.com)

Dietro i ritardi pare ci siano problemi di quadratura tra entrate e spese: mancherebbero risorse per oltre 3 milioni. La politica sarebbe, così, chiamata a fare scelte impopolari. In caso contrario, dovrebbe farle il Commissario. Lo spauracchio di uno scioglimento del consiglio comunale è solo un’ipotesi estrema. Questo potrebbe avvenire solamente se il Commissario dovesse approvare – con i poteri di consiglio – il documento. E così potrebbe scattare la sanzione dello scioglimento.

Un ulteriore particolare – molto singolare rispetto ad altri casi in Sicilia – è il fatto che il commissariamento riguarda l’intero Comune di Castelvetrano. È commissariata la ragioneria, la Giunta e infine il Consiglio: il Commissario dovrà accertare dove è fermo l’iter e sostituirsi al soggetto inadempiente.