Amarezza. Tanta. Ma non tanto per la sconfitta elettorale quanto perché «per Campobello è stata un’occasione persa, che era l’opportunità di riscatto di una cittadina troppo spesso infiltrata dalla mafia a tutti i livelli». Il commento del dopo voto è anche quello di Antonio Ingroia, l’ex magistrato antimafia che era candidato a Campobello di Mazara come antagonista di Castiglione e che ha totalizzato 1173 voti. Terzo candidato era Gaspare Passanante (908 voti), che non ha voluto fare nessun commento al voto.

Ingroia, invece, sì: «A Campobello io credo che abbia vinto la paura in senso ampio. La paura di cambiare, la paura della mafia, la paura del ricatto, la paura di pagare i prezzi della legalità. Volevamo cambiare Campobello per salvarla e farla rinascere, per darle delle concrete opportunità di riscatto visto che stando alle cifre ufficiali degli ultimi 6 anni, il Comune di Campobello di Mazara sta letteralmente “morendo” con tutti i giovani che vanno via e l’economia è in caduta libera. Per farla rinascere – ha proseguito Ingroia – avevamo bisogno di un voto libero dalla morsa della mafia e dei comitati d’affari. Solo la metà dei cittadini si sono recati a votare. Questo è già un dato molto significativo. Credo, invece, che abbia vinto la rassegnazione e la paura».