Il signor Giuseppe Bono di Campobello di Mazara, purtroppo, non c’è più. Le complicanze alle sue già precarie condizioni di salute nelle quali era giunto in ospedale a Castelvetrano, hanno fermato il suo cuore al Centro grandi ustioni dell’ospedale Civico di Palermo.

Giuseppe Bono, 77 anni, ex dipendente comunale, rimase ferito gravemente sabato 28 settembre mentre era intento a scavare un bordo parafuoco nel mezzo di un incendio sviluppatosi in un terreno dietro la sua casa di villeggiatura di Tre Fontane. E, proprio in quei momenti concitati, a intervenire per toglierlo dal fuoco, sono stati Giuseppe Licata e il figlio Paolo.

Ai due ora, i fratelli del signor Giuseppe, Romolo, Giovanni e Bartolomeo, hanno voluto fare pubblicamente un encomio. Una lettera in cui ringraziano i due «per aver dato i primi tempestivi soccorsi al nostro fratello, in una non facile situazione». Ad aiutare Giuseppe Licata e il figlio Paolo nel mettere in salvo il corpo del signor Giuseppe, sono stati anche Gaspare Indelicato e Vittorio Di Stefano, ma anche Pino Cutelli che ha chiamato il 118.

«Il nostro fratello Giuseppe era svenuto e privo di sensi – racconta i tre fratelli nella lettera – grazie alle prime manovre effettuate da padre e figlio, ha iniziato nuovamente a respirare e messo in una zona di sicurezza, in attesa che arrivavano gli operatori di soccorso».

Il signor Giuseppe Bono è arrivato in ospedale a Castelvetrano con ustioni di primo, secondo e terzo grado alla schiena e agli arti inferiori e superiori. Poi il trasferimento in ambulanza all’ospedale Civico di Palermo, dove pochi giorni dopo è deceduto. Saputa notizia dell’encomio nei loro confronti, Giuseppe e Paolo Licata hanno espresso il loro pensiero commosso nei confronti della famiglia Bono: «Abbiamo fatto del tutto per mettere in salvo il signor Giuseppe – raccontano – e speravamo con tutto il cuore che potesse superare la fase critica».

di Max Firreri per Giornale di Sicilia