Medicina, ricerca e innovazione. È dal connubio di questi tre ambiti che è nato “InRadioChir”, il progetto della “Fondazione Giglio” di Cefalù (capofila), cofinanziato dalla Regione Siciliana (Assessorato alle attività produttive) e inserito tra i 28 progetti ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Si tratta di un progetto che riguarda l’innovazione in radioterapia e chirurgia mininvasiva e che si pone il duplice obiettivo di miglioramento di processi e servizi sanitari attraverso l’introduzione nella pratica clinica di protocolli diagnostici e terapeutici innovativi e dall’altro è rivolto allo sviluppo di nuovi prodotti come i tool di analisi delle immagini biomediche e kit diagnostici per la determinazione e quantificazione di nuovi marcatori di malattia.

Nel progetto – dal valore di 27 milioni e 500 mila euro – è coinvolta in partenariato anche la società “Gesan” di Campobello di Mazara, che da quasi venti anni si occupa della produzione di reagenti diagnostici IVD. Nell’ambito del progetto la “Gesan” produrrà i kit diagnostici pronti per l’eventuale commercializzazione, al termine di tutte le fasi di sperimentazione previste. Ma c’è anche il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Siciliana, il CNR, i Laboratori Nazionali del Sud, la sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Università degli Studi di Palermo. Per realizzare tutte le azioni previste, in progetto, dal via libera del ministero saranno necessari tre anni. Il cofinanziamento regionale è pari a 826 mila euro.

I 28 progetti ad alto contenuto tecnologico (dove è inserito “InRadioChir”) vengono finanziati nell’ambito degli accordi per l’innovazione tra la Regione Siciliana e il Ministero dello Sviluppo economico. Gli accordi, definiti dall’Assessorato delle attività produttive, hanno un importo complessivo di circa 343 milioni di euro, 228 dei quali destinati a investimenti ricadenti sul territorio regionale. I progetti prevedono la realizzazione di iniziative di innovazione e avanzamento tecnologico in settori come l’agrifood, le scienze della vita e le cosiddette fabbriche intelligenti.

«Per il nostro gruppo è la seconda occasione di essere coinvolti in progetti così ambiziosi – ha detto Mauro Cudia, amministratore e responsabile commerciale – già con la “Fondazione Giglio” stiamo portando avanti il progetto “Geseton”. Con “InRadioChir” continueremo sul solco della collaborazione per l’innovazione e la sperimentazione che vede in prima linea aziende siciliane come la nostra».