pino-maniaci-castelvetrano-8887Dopo i comunicati che hanno animato il dibattito pubblico o le accuse sferzate al gruppo consiliare di “articolo 4” sulla questione 6 Gdo rispettivamente dai segretari della Camera del lavoro di Castelvetrano, della Filcams-Cgil, della Fisascat-Cisl e della UilTucs-Uil di Trapani, e attraverso i quali hanno puntualmente dichiarato …alle mozioni dei consiglieri comunali devono seguire i fatti … a nulla servono le strumentalizzazioni e le bassezze politiche…” con somma soddisfazione, invece, riteniamo che a nulla è valso “giocare” con i bisogni e con la dignita’ di questa povera gente, tranne che appalesare l’ingiusta condizione di “subordinazione” a cui essi stessi sono sottoposti.

Non era sicuramente nei nostri “PROPOSITI” polemizzare o offendere nessuno.

Quello a cui puntavamo erano i FATTI… e i fatti sono arrivati …, in primo luogo con la mozione di indirizzo approvata dal C.C. seguita poi dagli attacchi mediatici “a quelli di articolo 4” e alle Istituzioni in genere, o ancora dal dolce risveglio della Senatrice P. Orrù e dell’intero PD locale, per arrivare infine al Consiglio comunale aperto del 28.01.2016 che ha scatenato non poche polemiche ma, cosa più importante, ha RIACCESO i riflettori sul futuro dei “Lavoratori della 6 Gdo di Castelvetrano”.

 

Pertanto, come ribadito nella seduta di consiglio comunale aperto la strategia di chi strumentalmente “usa” la posizione di svantaggio di coloro che allo stato odierno e per la condizione di estremo bisogno si trovano “sotto scopa”, NON è esercizio che ci appartiene e come tale lo demandiamo ad “altri”.

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Siamo altresì soddisfatti di avere raggiunto l’obiettivo voluto e risvegliato le coscienze di chi, invece, adesso ha l’arduo compito e la responsabilita’ di trovare, mettendole in atto, “concrete soluzioni” per evitare la perdita di posti di lavoro di tanti padri di famiglia.

 

Noi siamo con i cittadini e con i bisogni della città …. le posizioni degli “altri” se non chiare o scritte di proprio pugno, non ci riguardano.

 

F.to: I consiglieri comunali di “articolo 4”