«Non deve andare perduto nessun posto di lavoro. La politica ha la possibilità di creare gli strumenti necessari a creare le condizioni utili affinchè nel passaggio dal sequestro alla confisca le aziende continuino a mantenere i livelli occupazionali». Lo ha dichiarato martedì il segretario provinciale della Cgil, Filippo Cutrona, che ha preso parte allo sciopero dei lavoratori del gruppo 6Gdo, l’azienda confiscata a Giuseppe Grigoli (condannato in Appello per mafia) la quale gestisce i supermercati Despar anche nel Trapanese.

In tutta la provincia i lavoratori del gruppo 6Gdo che rischiano di perdere il posto di lavoro sono circa 400, di cui 160 a castelvetrano, mentre i punti vendita sono 46. A essi va aggiunto il centro di distribuzione di via Partanna dal quale si è snodato il corteo che ha raggiunto il Sistema delle piazze dove, davanti al Municipio, si è tenuto, anche se sotto una leggera pioggia, un sit-in mentre una delegazione, guidata dai sindacalisti della Cgil – oltre a Cutrona anche i segretari provinciale Filcams, Vito Gancitano e della Camera del lavoro Gaspare Giaramita – ha incontrato il vicesindaco Marco Campagna e l’assessore Paolo Calcara.

vertenza 6 GDO
“Noi siamo presenti, lo Stato dov’è?”, “In sei anni dalle stelle alle stalle” e “Il lavoro è un diritto, Stato assicuralo” sono alcune delle scritte su dei cartelli che hanno mostrato durante il corteo i lavoratori che per gli organizzatori erano all’incirca 250, mentre per la Polizia erano poco più di un centinaio.

L’incontro in Municipio – ha aggiunto Cutrona – è stato positivo. La Cgil, a livello nazionale, ha presentato il disegno di legge “Io riattivo il lavoro” con il quale si intende dare la possibilità alle aziende sequestrate per mafia di essere gestite da persone competenti sino a quando non arriva la confisca. Per discutere di questa vertenza abbiamo chiesto un incontro al nuovo amministratore dell’Agenzia per i beni confiscati, l’avv. Genna, ma non siamo stati ancora convocati. Crediamo che da questo incontro si possa riuscire a capire meglio quale potrà essere il futuro dell’azienda. Il nostro obiettivo è mantenere il tavolo tecnico aperto sino a quando non sarà completato l’iter di rilancio o di vendita dell’azienda.

Tra i lavoratori c’è grande preoccupazione. Non hanno ricevuto il salario di ottobre e la quattordicesima, che attendevano già lo scorso mese di giugno e la maggior parte di loro è in cassa integrazione. Inoltre, i magazzini sono vuoti e questo non è un segnale che interpretano positivamente.

«Questa giornata di sciopero – ha sostenuto Vito Gancitano – ha visto una partecipazione responsabile e civile dei lavoratori e delle loro famiglie. E’ necessario che si perfezioni il passaggio dall’amministrazione giudiziale alla gestione dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati. La chiusura dell’azienda determinerebbe problemi sociali nell’intera città».

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Il vicesindaco Marco Campagna, che con alcuni consiglieri comunali anche dell’opposizione, ha sfilato al fianco dei lavoratori ricevendone poi alcuni al posto del sindaco Felice Errante che lunedì e martedì è stato a Roma dove ha incontrato, per discutere di questa vertenza, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sottosegretario Filippo Bubbico e l’avv. Genna. «L’amministrazione comunale – ha sottolineato Campagna – è vicina ai lavoratori e farà il possibile per salvaguardare i loro posti di lavoro perchè non può passare il messaggio che lo Stato toglie i posti di lavoro mentre la mafia li dà». Proprio mentre si concludeva l’incontro con la delegazione di lavoratori del gruppo 6Gdo e i sindacalisti a Palazzo Pignatelli è arrivata la notizia che la Regione ha convocato a Palermo, per le 15,30 di lunedì prossimo, il tavolo tecnico attivato per discutere di un’altra vertenza che riguarda 67 lavoratori, la maggior parte dei quali castelvetranesi: quella della Megaservice, società partecipata al cento per cento dalla Provincia regionale che da tempo l’ha messa in liquidazione.

“L’azienda Megaservice – ha concluso Gancitano – sta aprendo una procedura di licenziamento del personale venendo meno all’impegno, assunto la scorsa settimana durante un incontro svolto a Palermo, alla sede dell’Assessorato regionale al lavoro, di sospendere qualsiasi provvedimento in attesa che il tavolo tecnico regionale trovi soluzioni per mantenere i posti di lavoro fino a quando non si conoscerà il futuro delle partecipate in Sicilia».

Margherita Leggio
per La Sicilia