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Inizia una settimana campale per i dipendenti del Gruppo 6 Gdo. Nei prossimi giorni ci saranno tappe importanti per l’azienda confiscata a Giuseppe Grigoli. Giorni decisivi in Tribunale e all’Ufficio provinciale del Lavoro di Trapani.

Passaggi delicati e importanti, ma che non risolvono le esigenze immediate dei lavoratori e delle loro famiglie. La situazione si fa sempre più difficile per i 200 dipendenti diretti e per l’indotto collegato. Su Facebook i lavoratori scrivono e senza mezzi termini.

Tra tutti si fa sentire ancora Francesco Santoro, il lavoratore rimasto invalido per lavoro, e che ha tentato, a febbraio, di darsi fuoco.

Siamo allo stremo- scrive su FB-. Non abbiamo più soldi per campare. Molti di noi stanno cercando di vendere l’auto o l’oro di famiglia per sopravvivere. Quando arriva la cassa integrazione?

Anche Gaspare Pompei fa sentire il suo disappunto. Sono tanti i commenti e le richieste di far presto prima che la situazione precipiti. Tutto ormai è nelle mani del vice ministro Bubbico e dei responsabili dell’Agenzia dei Beni Confiscati. Del caso Gruppo 6 ne hanno parlato anche i media nazionali.

Sul fronte sindacale la preoccupazione rimale alta. Secondo Gaspare Giaramita della Camera del Lavoro di Castelvetrano, la cassa integrazione, per lungaggini burocratiche, dipendenti anche dall’agenzia dei beni confiscati ai lavoratori, non sarà pagata prima del mese di maggio. La pratica dei documenti da presentare al Ministero e poi all’Inps sarà completata solo giorno 27. Una complicanza dovuta al solito meccanismo degli uffici di competenza. Ritardi che costano molto ai lavoratori.

«Abbiamo seguito- afferma Giaramita l’iter per la cassa integrazione. In questa settimana, si dovrebbe completare la documentazione a corredo. Il ritardo è scaturito da un documento richiesto il 6 marzo e pervenuto a Trapani solo il 19». I sindacati seguono l’iter, ma i tempi italiani rimangono sempre lunghissimi.