Il nome “Grani d’autore” è al centro del contendere tra l’azienda “Molini del Ponte” di Castelvetrano e il colosso “Barilla”. L’imbarazzante vicenda è nata attorno al nome che dal 2018 “Molini del Ponte” utilizza come suo marchio registrato per la classe merceologica di registrazione “paste alimentari, preparati fatti di cereali, farine alimentari e farina di grano”. In un solo numero è la classe n.30 che risulta all’European Union Intellectual Property Network. Basta fare una ricerca su TMview per averne contezza.

E bene, ora anche la Barilla ha registrato il marchio “Grani d’autore”, ma non potendolo fare per la classe già assegnata alla “Molini del Ponte”, lo ha fatto per altre classi merceologiche: la n.16, per citarne una, che riguarda stampati, articoli per legatoria, fotografie, poi la n.9 (apparecchi e strumenti scientifici, nautici, geodetici, fotografici, cinematografici) e ancora la n.41 che riguarda educazione, formazione, divertimento, attività sportive e culturali, organizzazione di mostre per scopi culturali. Ma il marchio è stato registrato anche per altre classi. Tutto in regola, ci mancherebbe.

Ma la domanda che nasce spontanea è proprio questa: che c’entrano tutte queste classi assegnate per il marchio “Grani d’autore” con quanto fa Barilla? È lo stesso colosso a chiarirlo: “Grani d’autore” è un progetto artistico, in dettaglio, una mostra curata dalla “art-sharer” ravennate Maria Vittoria Baravelli. «Il progetto – è chiarito sul sito – nasce dal Manifesto del Grano Duro, la visione di Barilla per una pasta di qualità, fatta con i migliori grani duri italiani e una filiera rispettosa del territorio e della comunità».

Il mugnaio Filippo Drago ha sorriso di quanto successo ma, allo stesso tempo, ha ribadito che «lo Stato deve tutelare tutte le aziende, anche quelle più piccole». Il suo impegno per la rivalutazione dei grani antichi risale al 2002, ecco perché è poi arrivato alla registrazione del marchio nel 2018. Un percorso lungo il quale non si è mai fermato, anche col supporto di panificatori e istituzioni.