Nella mattinata del 12 Maggio, agli studenti frequentanti il secondo anno negli istituti superiori, è stato somministrato il test INVALSI.

A Castelvetrano e dintorni grande adesione alla campagna di boicottaggio. Diverse decine di studenti degli istituti di Castelvetrano hanno boicottato lasciando in bianco la prova, riaffermando la loro contrarietà ad un metodo di valutazione che dequalifica l’istruzione, appiattendola sul modello di quiz a crocette ed imponendo una didattica nozionistica, dichiarando inoltre di vedere chiaramente nelle prove INVALSI l’ennesimo passo verso lo smantellamento dell’istruzione pubblica, tramite test atti a redigere una classifica delle scuole più o meno “meritevoli” sulla base dei risultati nei quiz al fine di fomentare una competizione tra istituti per accaparrarsi quel poco che resta dei fondi destinati alla pubblica istruzione dopo anni di tagli scellerati.

A Castelvetrano e dintorni come in tutta Italia si è verificata una grande adesione al boicottaggio delle prove. Al Liceo Scientifico M.Cipolla si sono verificati picchi di boicottaggio del 100% in diverse classi, mentre nelle altre la percentuale si aggira intorno al 90%. Fenomeni di boicottaggio si sono verificati anche negli istituti dei paesi limitrofi, come al Liceo E. Fermi di Menfi.

Il Fronte della Gioventù Comunista (FGC),che da oltre un mese è impegnato nell’organizzazione del boicottaggio, ha concluso la sua campagna con un presidio sotto il Ministero dell’Istruzione e realizzando azioni di protesta nelle scuole in decine di città italiane, fra le quali Roma, Milano, Torino, Palermo, Bologna, Venezia, Reggio Calabria e altri importanti capoluoghi di regione e provincia, non ultima Castelvetrano, dove alcuni militanti del FGC hanno presidiato l’ingresso del Liceo Scientifico M.Cipolla invitando gli studenti a lasciare in bianco i test.

Una forte spallata degli studenti al Governo Renzi, secondo il responsabile scuola del FGC Paolo Spena, che chiede un’inversione di rotta nelle politiche sulla scuola: «Renzi ha continuato nel solco dei suoi predecessori, spingendo verso l’aziendalizzazione della scuola pubblica. L’adesione al boicottaggio delle Invalsi dimostra che sempre più studenti si oppongono alla inutile competizione fra le scuole che si cerca di promuovere, e alla dequalificazione dell’istruzione imposta dal modello nozionistico dei quiz promosso dall’Invalsi. La scuola italiana non ha bisogno di distinguere le scuole “di serie A” e “di serie B” per premiare le prime, al contrario servono investimenti per garantire il diritto a un’istruzione di qualità anche nelle scuole di periferia e in quelle del Meridione».

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