Salvatore Messina Denaro, fratello del capomafia latitante Matteo Messina Denaro, è stato condannato a 10 anni di carcere, in continuazione con una precedente pena di 9 anni, per associazione mafiosa.

La sentenza è stata emessa, in abbreviato, dal gup di Palermo Lorenzo Matassa. A 8 anni, sempre per mafia, è stato condannato Giovanni Craparotta, a 4 Matteo Filardo, che era imputato di estorsione, a due anni e sei mesi Matteo Filardo, accusato di fittizia intestazione di beni aggravata dall’avere agevolato la mafia.

I quattro imputati sono stati arrestati a marzo del 2010 nell’ambito dell’indagine sulla mafia di Castelvetrano, paese del boss latitante, denominata Golem 2.

Il gup ha liquidato un risarcimento di 100mila euro al Comune di Campobello di Mazara costituito parte civile.

Il Comune di Castelvetrano non essendosi costituito tempestivamente parte civile in questo processo non ha ottenuto alcun risarcimento in questa sentenza.

Ecco una nota del Sindaco Gianni Pompeo di marzo scorso: “La richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero non contiene indicazione della persona offesa dal reato. Per questo motivo il decreto di comparizione dinanzi al G.U.P. (Giudice dell’Udienza Preliminare), non è stato notificato al Comune di Castelvetrano, né ad altri comuni, come invece era avvenuto in passato in casi analoghi dove il Comune si era sempre costituito parte civile,anche attraverso le associazioni di cui è socio come l’ antiracket ed antiusura o attraverso il Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo. Non avendo avuto notizia, se non dalla stampa, il Comune quindi non si era ancora costituito contro gli imputati. Va ricordato, però, che il Codice di Procedura Penale consente la costituzione di parte civile entro la prima udienza dibattimentale che è stata fissata per il 16 maggio p.v. Questo non inficia la validità degli atti compiuti perché, secondo la cassazione, l’interesse allo svolgimento del processo prevale su quello della persona che si ritiene offesa dal reato, che ha anche la possibilità di agire in sede civile.”