Giovanni Savalle, presidente della società proprietaria del Kempinski di Mazara del Vallo racconta la sua esperienza. “ Un successo legato anche all’eccellenza dei nostri chef”.

E’ sorta a Mazara del Vallo, appena due anni fa, un’oasi paradisiaca che arricchisce questa parte di Sicilia occidentale, già provvista, per la verità, di numerose bellezze artistiche. Basta citare Selinunte, Mozia, Erice, Segesta, dotata di attrattive naturali e paesaggistiche davvero suggestive. Citiamo la celebre San Vito, il golfo di Castellammare, Scopello, la riserva dello Zingaro, il monte Cofano che sovrasta Castelluzzo.

Ma come se questo no bastasse, è balenata nella testa del dott. Giovanni Savalle, presidente della Sicily House, società proprietaria dell’albergo, l’idea di creare qualcosa di davvero incantevole, capace di far percepire al viaggiatore d’eccellenza una Sicilia occidentale che accorpa in un unicum l’arte, la natura, la storia e la cultura.

Con la costruzione dell’Hotel Kempinski Giardino di Costanza (nome che rimanda alla celebre Costanza d’Altavilla), parte di una struttura alberghiera di lusso, presente nelle più importanti città del mondo, con i suoi 18.000 mq di estensione, e 91 camere di superficie (la superficie più elevata al mondo), il dott. Savalle ha realizzato un sogno. Non si tratta soltanto di un organismo residenziale lussuoso ed elegante, ma anche e soprattutto di una valorizzazione della realtà locale, attraverso l’utilizzo di prodotti naturali come l’olio, il vino e il pesce, tipici dell’economia di questa zona. Parliamo del gambero di Mazara, del vino, uno tra tutti il Marsala, poi il bianco d’Alcamo e il Nero d’Avola; dei formaggi come la vastedda del Belice; dell’olio proveniente da piante di nocellara del Belice. Parliamo dei dolci, come la cassata che nasce a Mazara da influenze arabe, o del couscous. Nella cucina di questa zona sono diverse le usanze lasciate dalla interazione con le popolazioni del vicino nord Africa. Qui gli immigrati tunisini e maghrebini non hanno problemi di integrazione. La cucina del Kempinski è affidata a Dubbesi Ristoratori ed è attraverso l’esperienza dello chef Barbara, afferma Savalle, che si riesce ad offrire dei piatti di qualità eccellente.

All’interno dell’Hotel si trova una enoteca che annovera 800/1000 etichette di vini siciliani abbinabili alla classe dei cibi proposti.
Senza dubbio, la cornice ideale per aver ospitato il 12 dicembre la giornata Wine and fish è stata proprio quella dell’Hotel Kempinski. Alla presenza di Paolo De Castro, ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di vari rappresentanti dell’amministrazione locale, di docenti universitari e funzionari di istituti bancari si sono affrontati i temi più forti dell’economia mazarese. Il ministro De Castro ha voluto comunque mettere in risalto gli aspetti positivi registrati nell’ultimo anno, il fatto ad esempio che l’esportazione di prodotti agroalimentari italiani nel mondo ha prodotto 24 milioni di euro; che gli Stati Uniti, nonostante l’euro forte, hanno importato 1 miliardo di euro in vino e il 65% del vino italiano viene prodotto in Sicilia. Un tale successo è frutto della coniugazione tra capacità organizzativa delle imprese e qualità dei prodotti, quest’ultima divenuta ormai obiettivo irrinunciabile per la riuscita di ogni buona impresa.

credits. Aurora Rainieri

Maggiori Info:
www.kempinski-sicily.com
www.sicilyhouse.com