Dal 2004, il 10 febbraio è una giornata dedicata al ricordo, il “Giorno del ricordo” appunto, voluto per conservare e rinnovare la memoria del dramma dell’esodo istriano- dalmata e di tutte le vittime delle Foibe. Un modo per riflettere sulla storia, riflettere su antiche ferite ma soprattutto per non dimenticare uno dei capitoli più duri e trascurati della storia italiana del Novecento.

Bisogna sempre “conservare e rinnovare sempre la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” sono queste le parole riportate nella legge di stipula del 30 marzo 2004 n.92. Le parole del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono emblematiche di quanto è accaduto: “Dramma al quale non fu attribuito il giusto rilievo”, “è un imperativo morale e un insegnamento fondamentale da trasmettere alle nuove generazioni”.

Anche l’I.C. Lombardo Radice- Pappalardo ha deciso di ricordare la tragedia delle Foibe non con un episodico convegno, ma con un lavoro concreto di ricerca storica inserito nella pratica quotidiana, poi nel pomeriggio nel plesso E. Medi le classi seconde e terze hanno preso parte all’approfondimento di questo particolare momento storico. Tutto ciò è stato seguito dalla visione in Aula Magna del film “Red land”, ed a conclusione un dibattito. I ragazzi frequentanti le classi prime, invece, sono stati coinvolti in alcuni momenti di riflessione comunitaria sull’atrocità delle foibe e del drammatico destino vissuto dai nostri connazionali.

Le classi del plesso “V. Pappalardo” hanno dedicato due momenti al ricordo dei tragici avvenimenti del secondo dopoguerra legati alla segregazione operata dal Generale Tito, alla tragedia delle Foibe, all’esodo delle popolazioni di confine. Nella giornata del 10 Febbraio, tutte le classi, sollecitate in particolare dagli insegnanti di Storia, hanno approfondito l’argomento e le vicende storiche, ascoltato testimonianze e riflettuto sulle atrocità dei regimi dittatoriali che, purtroppo non si sono esaurite con la fine del Secondo conflitto mondiale.

Nella mattinata dell’11 Febbraio, poi, tutti gli alunni delle classi terze, coordinati dagli insegnanti di Lettere, in Aula Magna, animando essi stessi l’incontro, hanno restituito e condiviso le esperienze delle rispettive classi, i loro pensieri e le loro riflessioni, ponendo l’accento in modo particolare sul dramma di quanti, italiani, istriani, fiumani e dalmati hanno vissuto l’esperienza tragica dell’esodo dalla propria terra. Come a lanciare un servizio, quindi, è stato mandato in visione lo spettacolo realizzato da Simone Cristicchi “Magazzino 18”, anticipato dalla canzone omonima, lo spettacolo ha una matrice storico-didattica e al contempo riesce a toccare corde emotive profonde perché è quasi tutto basato su testimonianze di persone che hanno vissuto quella tragedia, Nel Magazzino 18 a Trieste sono custoditi tutti i beni presenti nelle case abbandonate dalle famiglie istriano- dalmate durante la loro fuga e  lo spettacolo tende a voler ricostruire o preservare le identità perdute, i valori familiari, perché tutta la vicenda sostanzialmente parla di cose accadute alla povera gente, intere famiglie che andavano via… A chiusura dell’attività, altri due alunni si sono soffermati sull’aspetto drammatico dell’esodo forzato di chi è costretto a lasciare la propria terra.

Gli alunni hanno così capito che la nostra storia non è solo fatta di momenti di gloria ma anche da pagine tristi, forti da comprendere, ma impossibili da dimenticare e che eventi come quelli della persecuzione o uccisione di interi nuclei familiari, solo perché di origine italiana, vanno conosciuti e divulgati perché non si ripetano né verso altri italiani, né verso appartenenti ad altre nazionalità.