A chi non è mai capitato di trovarsi con un calzino in meno dopo aver svuotato la lavatrice o di non riuscire più ad accoppiarne un paio? Oppure di uscire la mattina, di corsa, con due calzini diversi, magari uno colorato e uno a strisce? Per celebrare la bellezza di quello che, per molti, è un semplice errore legato alla stanchezza o alla distrazione, è stata indetta la Giornata dedicata ai “calzini spaiati”, celebrata venerdì scorso presso l’istituto “Lombardo-Radice-Pappalardo”, in occasione della Giornata mondiale della diversità.

L’iniziativa, giunta all’8° anno, nasce da un’idea dei bimbi della Scuola Primaria di Terzo di Aquileia, promossa dalla maestra Sabrina, con l’obiettivo di usare metaforicamente i calzini spaiati come esempio di diversità, ma anche di unicità, sottolineando il fatto che colore, lunghezza, forma e dimensione non cambiano la natura delle cose: sono sempre e comunque dei calzini!

L’istituto di Castelvetrano, anche quest’ anno, ha partecipato attivamente a questa iniziativa, con una nuova modalità, rispettosa delle regole del protocollo anti-Covid. Lo slogan a cui tutte le classi si sono attenute è stato “Diverso è solo diverso e non normale!”. Varie sono state le attività svolte in tutti gli ordini di scuola. Ai lavori creativi dei più piccoli si sono aggiunti i dibattiti e i momenti di riflessione dei più grandi. L’obiettivo di tutte le attività è stato quello di dimostrare che la diversità non deve essere vista come un limite ma come un arricchimento. Tutti siamo diversi ed è proprio questo a renderci unici. L’unione delle diversità, attraverso il confronto, può permettere di costruire una società migliore dove ognuno, in base alle proprie caratteristiche, dà il proprio contributo.

«Sicuramente è stata una giornata importante che ha consentito ad insegnanti e alunni di approcciarsi con occhi differenti alla diversità e di condividere con il mondo circostante (anche grazie all’uso dei social) la riflessione nata sui banchi di scuola, attraverso un’immagine simbolo della giornata», hanno spiegato i docenti.

Indubbiamente, la solitudine di questi giorni fa sentire tutti “un po’ spaiati”. Però, come i calzini soli non perdono mai la speranza di ritrovarsi, tutti non vedono l’ora di ritrovarsi, riabbracciarsi e stare di nuovo insieme, indipendentemente dalle diversità e liberi dalla pandemia.