Nell’ambito del programma di Gibellina Capitale dell’arte contemporanea, domenica 19 aprile a Belìce/Epicentro della memoria viva, in via Empedocle, 7/A a Gibellina, s’inaugura l’esposizione di due installazioni: “Luce Residua” di Rossana Taormina (a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte) e “Mummie” di Philippe Berson (a cura di Gaetano Costa). “Luce Residua” è un’installazione luminosa pensata per gli spazi sotterranei del museo in cui tre neon rossi evocano un ambiente sospeso in cui la luce è metafora della memoria che resiste al tempo. L’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio in soglia, luogo in cui ciò che resta continua a illuminare una storia comune. “Mummie”, invece, è opera di Berson, artista francese che, alla fine degli anni ’90, scelse la Sicilia come nuova casa, diventando un punto di riferimento della scena creativa underground e di una generazione di artisti siciliani. L’opera esposta sarà destinata a rimanere, in forma permanente, a Gibellina. Contestualmente all’inaugurazione delle due installazioni si terrà la restituzione e l’inaugurazione di “Storie a vista” di Iole Carollo, l’artista che nelle settimane scorse ha tenuto una residenza artistica proprio a Belice Epicentro con la partecipazione della comunità.