Daniela Pirrello (Gibellina 2026) è uno dei quattro candidati alla poltrona di sindaco alle prossime amministrative di Gibellina.
Dottoressa Pirrello, quale è il punto di forza del suo programma elettorale?
«Il punto di forza del nostro programma è una scelta di metodo prima ancora che di contenuto: smettere di aspettare e cominciare ad andare a cercare. Gibellina è una città piccola, ma piccolo non significa marginale — significa che devi essere più bravo degli altri a intercettare le opportunità. Per questo uno dei primi atti della mia amministrazione sarà istituire lo Sportello Europa Gibellina 2030: una struttura dedicata, competente, operativa, che lavora ogni giorno per portare in città i fondi europei — FESR, FSE+, Creative Europe, CERV — e che supporta imprese, associazioni e cittadini in ogni fase, dal bando alla rendicontazione. Una leva concreta per finanziare scuole, cultura, ambiente, politiche sociali».
Quale saranno i suoi impegni per i primi 100 giorni di amministrazione?
«I primi cento giorni saranno il tempo del lavoro concreto, non delle inaugurazioni. Prima priorità: riorganizzare la macchina amministrativa e avviare le procedure — concorsi, contratti o mobilità — per assumere le figure apicali mancanti: il responsabile dell’area contabile, il responsabile dell’Ufficio tecnico e un geometra. Senza struttura, non è possibile iniziare a lavorare. Parallelamente, faremo il punto sulla Capitale dell’arte contemporanea: cosa è stato fatto, cosa manca, cosa va completato. E da lì avvieremo il lavoro più importante — costruire una rete condivisa che coinvolga ristoranti, attività commerciali, associazioni, giovani e cittadini, per fare della Capitale non un evento ma un sistema vivo di accoglienza e sviluppo per tutta la comunità».
I tributi locali sono fonte vitale per le economie di un Comune. Quale sarà l’azione che vorrà mettere in atto per il recupero dei crediti vantati dal Comune nei confronti dei cittadini morosi?
«La riscossione dei tributi è una priorità che non si può eludere, soprattutto in un momento così delicato per le casse comunali. La mia intenzione è superare l’attuale sistema affidato a una società privata esterna per aderire al servizio di Riscossione pubblico tramite Agenzia delle entrate-riscossione. Una scelta che garantisce all’ente minori costi di gestione e ai cittadini condizioni più favorevoli per rateizzare i propri debiti. Ovviamente procederemo previa verifica accurata della convenzione in essere, per valutare tempi e condizioni del passaggio. L’obiettivo è duplice: recuperare risorse vitali per il Comune e farlo con equità, senza gravare ulteriormente su chi si trova in difficoltà».
Consapevole delle scarse risorse del bilancio comunale, come intende salvaguardare e valorizzare l’immenso patrimonio culturale e artistico della città?
«Gibellina possiede un patrimonio artistico unico al mondo, e salvaguardarlo non può dipendere esclusivamente dalle risorse comunali. La nostra strategia si muove su due fronti. Il primo è l’intercettazione sistematica dei fondi europei: Creative Europe, il PR Sicilia 2021-2027 attraverso il FESR. Per questo lo Sportello Europa non è un’idea accessoria — è la spina dorsale dell’intera visione. Il secondo fronte è la sperimentazione del civic crowdfunding e del fundraising culturale: strumenti già adottati con successo da altri comuni italiani, che permettono di coinvolgere i cittadini, le imprese e i privati nella cura diretta delle opere. Perché un’opera d’arte che appartiene a tutti può essere salvata da tutti».
Ci indica un buon motivo perché i cittadini di Gibellina dovrebbero votarla?
«Guardi, le rispondo con una cosa concreta. Conosco questa macchina amministrativa dall’interno — so come funziona, so dove si inceppa, so come farla ripartire. Non arrivo impreparata. Ho lavorato in questa amministrazione e me ne sono andata quando ho capito che non c’erano più le condizioni per continuare. Non è stata una scelta comoda, ma era quella giusta. Oggi porto una squadra di professionisti, volti nuovi, con un programma preciso: rimettere in ordine la macchina comunale, intercettare i fondi europei, costruire attorno alla Capitale dell’Arte un sistema che coinvolga davvero tutta la comunità. I cittadini di Gibellina non hanno bisogno di qualcuno che li salvi. Hanno bisogno di qualcuno che lavori con loro».