Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
Nel fango affonda lo stivale dei maiali….
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Nel lontano 1991 Franco Battiato lanciava al mondo questo messaggio di dolore in una Italia schiacciata dalla corruzione e dal marciume istituzionale…….

Anno 1992 il presidente del Pio Albergo Trivulsio Mario Chiesa, viene colto nell’atto di incassare una tangente di sette milioni di lire, era solo la punta di un colossale iceberg. Il Paese vede per la prima volta il marciume nascosto nei palazzi del potere, nasce l’inchiesta mani pulite con in testa il pm Antonio Di Pietro ed in seguito si arriverà a quella che fu definita come la seconda Repubblica.

Quello fu da molti definito come l’annus terribilis, ma sicuramente era un periodo in cui l’Italia sognava una rinascita politica e morale, che avrebbe dato giusta gloria ai patrioti che in un passato non lontano avevano sacrificato la propria vita per il tricolore.
Sono passati circa 16 anni da allora ma i sogni degli italiani sono rimasti nel cassetto e le schiere dei martiri per la patria attendono ancora qualcosa o qualcuno che faccia garrire in alto la nostra bandiera e per le piazze e le strade dello stivale echeggia un’unica domanda….cosa è veramente cambiato?
A dare la risposta ci pensò con grande anticipo Tomasi Di Lampedusa con una frase che echeggia incontrastata attraverso la storia.. bisogna che tutto cambi affinché tutto ritorni come prima!

Oggi troviamo una schiera di intellettuali e nuovi patrioti che, armati di penna e opportuna documentazione, cercano di fare chiarezza sui tanti sprechi a danno dei contribuenti, cercano di gettare un po’ di luce sulle tenebre che ancora avvolgono i palazzi di potere nazionali e locali, cercano con le armi della democrazia di estirpare quel marcio che come un tumore maligno si è ulteriormente propagato all’interno delle istituzioni.
Eccoli i vari Grillo, Gomez, Travaglio, Saviano che con grinta si scagliano contro le malefatte dei potenti dando voce agli umili che non possono far valere i propri diritti, spesso messi in ridicolo da pseudo intellettuali al soldo di chi gestisce la cosa pubblica, a volte minacciati o costretti a vivere sotto scorta, in fondo si sa, da che mondo è mondo la verità ha sempre fatto male!!

Ecco anche il ritorno di un duo che ha anche dato notevole forza alla sinfonia di accuse a sperperi ed inefficienze che rischiano di fare naufragare definitivamente il nostro martoriato paese al cui governo passano tranquillamente ex terroristi, pregiudicati e deliranti segretari di partito che inneggiano ad attività sovversiva armata ( che per comuni cittadini è reato da codice penale!!) contro la Roma ladrona da cui traggono fiumi di denaro pubblico.
Ritornano quindi in scena Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che già con La Casta hanno messo a nudo i privilegi di coloro che dovrebbero occupare le poltrone del potere ad honorem e che invece godono di stipendi stratosferici e privilegi impensabili in altre civili democrazie.

Il loro nuovo libro “La Deriva” a pochi giorni dalla sua pubblicazione sta già facendo discutere a causa degli scottanti temi che vengono trattati che vanno da una Italia schiacciata dalle infrastrutture bloccate da lacci e lacciuoli di ogni genere all’attività legislativa farraginosa, dai ritardi nell’informatica che ci fanno arrancare dietro la Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dal declino delle Università-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni, dalle ottusità sindacali ai primari nominati dai partiti. Un’ Italia Paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare, non è soltanto sempre più lontana dai cittadini ma è il sintomo di un Paese che non sa più progettare e prendere decisioni forti. E il confronto con gli altri Paesi, senza una svolta netta, coraggiosa, urgente, si fa di giorno in giorno così impietoso da togliere il fiato.

(Filippo Marino)