Essepiauto

“Perché so cosa significa abitare nell’ovest che più ovest non si può del gomito di Sicilia.
Significa abituarsi ai tramonti, cioè ad un lento rincorrersi di epiloghi”(G. Di Girolamo)

E siamo al TRAMONTO, nel terzo appuntamento del Festival della Luce.
Venerdì 26 luglio alle ore 19,00, il tramonto è il tempo scelto per far luce sull’ovest della Sicilia, con l’intenzione di avvicinarlo, di scrutarlo, di gustarlo da dentro. A gettar luce sull’angolo estremo della provincia di Trapani è il racconto di Giacomo Di Girolamo e del suo ultimo libro GOMITO DI SICILIA (Edizioni Laterza). “So cosa significa abitare nell’ovest che più ovest non si può del gomito di Sicilia.

Significa abituarsi ai tramonti, cioè ad un lento rincorrersi di epiloghi”. Seguendo passo per passo l’autore e nella giusta inclinazione del calar del sole, si racconterà la punta occidentale trapanese tornando più volte ad alzare lo sguardo a che non sfugga nulla della sua abituale dissolvenza. “È una sorta di attitudine alla dissolvenza che ha il gomito di Sicilia: questi luoghi esistono – che paradosso! – intensamente proprio nel loro cercare di essere nascosti.

Ci vorrebbe allora un racconto saturo, nitido, in grado di individuare il più piccolo dettaglio. Ci vorrebbe una vista perfetta, dieci decimi”. La location costringe a sollevare gli occhi, e asseconda le inclinazioni della luce. Una location a primo impatto svisante, desituante… eh sì, perché il Sistema delle Piazze lo sguardo lo svia, e non poco! E siccome questo Gomito di Sicilia “si racconta con gli occhi”, allora è meglio per tutti aguzzarli gli occhi e far girare le pupille in lungo e in largo tra la sequenza delle piazze Carlo d’Aragona Tagliavia, Umberto I e Principe di Piemonte. E continuare a volgere e rivolgere lo sguardo tra gli imponenti prospetti di palazzo Pignatelli Aragona, della Chiesa Madre, dalla raffinata impronta cinquecentesca ispirata alle cattedrali normanne, e della Chiesa del Purgatorio costruita tra il XVII e il XVIII secolo.

E ancora, far salire gli occhi su su fin su la vetta della Torre Campanaria… Il Sistema delle Piazze è la scenografia urbana multiprospettica ideale per un libro altrettanto multiprospettico che, come le piazze, offre punti privilegiati per visuali d’insieme d’effetto.

La vitale ironia di Giacomo di Girolamo, tanto lucida quanto piroettante, prenderà corpo tra gli spazi che si restringono e si dilatano nel suggestivo gioco architettonico del Sistema delle Piazze, che la secentesca Fontana della Ninfa, con i suoi quattro ordini di vasche, conclude, diventando fondale di piazza Umberto e piazza Garibaldi e contenendo l’eco del racconto di Sicilia, esplosione di storie incredibili che non ci si stanca mai di ascoltare.
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Giacomo Di Girolamo, giornalista e scrittore, si occupa di economia, mafia, ambiente e corruzione. È direttore di Rmc 101, la più seguita radio della Sicilia occidentale, ed è autore di inchieste sul portale Tp24.it. Scrive su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore e su testate estere. Tra le sue pubblicazioni: “Dormono sulla collina” (Il Saggiatore, 2014), “Contro l’antimafia” (Il Saggiatore, 2016), “La partita truccata” (Rubbettino, 2017),” L’invisibile” (Il Saggiatore, 2017).
Gomito di Sicilia (Laterza, 2019, pp. 125) racconta un pezzo di Sicilia finora rimasto inesplorato, l’angolo estremo della provincia di Trapani. Dal vino Marsala, un tempo il liquore più famoso al mondo e oggi usato per la carne in scatola, all’abusivismo edilizio che si è mangiato tutta la costa.

Dal mare dello Stagnone, che ora si sta prosciugando, ai tentativi quasi comici di costruire un monumento a Garibaldi degno della sua impresa. Dalla mafia che non uccide più ai turisti che si fermano in pellegrinaggio di fronte alla stele commemorativa della strage di Capaci. E ancora, dagli alberi di melograno, che si sostituiscono alle viti cambiando paesaggio e abitudini, ai ragazzini in fuga dall’Africa che riempiono le piazze con i loro giochi. Perché la Sicilia è una sorgente inesauribile di storie che non ci si stanca mai di ascoltare.