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“Non ci sono parole per spiegare quanto i nostri occhi hanno visto, e quanta rabbia e frustrazione generi la ricerca di azioni risolutive che ciclicamente si arenano nell’inutile scaricabarile di responsabilità”. A poche ore dalla tragedia avvenuta all’interno del ghetto di Campobello di Mazara, questo il commento di Alessandro La Grassa, Presidente del Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione (CRESM) realtà con sede a Gibellina storicamente impegnata nello sviluppo locale integrato e sostenibile e nella lotta contro l’esclusione sociale.

“Continuiamo ad essere al fianco dei braccianti della casa del mutuo soccorso Fuori Mercato: centinaia di lavoratori attivi nel consolidare il mutualismo quotidiano che possa arginare le condizioni di estrema marginalità e degrado del ghetto di Campobello di Mazara –
Eppure i lavoratori continuano a non ricevere risposte all’appello “mai più ghetti, mai più tendopoli, solo case”, nessuna risposta alle richieste di rimozione immediata dell’immondizia, al lavoro giusto e dignitoso, accesso all’acqua, quella stessa acqua che non è bastata a spegnere le fiamme che nella notte hanno ucciso un uomo. Arso vivo nella propria baracca mentre le fiamme avvolgevano tutto.

Tutti i braccianti hanno perso i loro risparmi, i loro documenti. – continua La Grassa – Adesso non servono solo vestiti, scarpe, sostegno economico per chi ha perso tutto: serve un reale interesse, un’azione risolutiva mossa dalla vera intenzione di cancellare definitivamente e per sempre l’incubo e l’emarginazione di tutti i braccianti fondamentali per l’economia locale ma del cui malessere nessuno vuol prendersi carico.”

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