Ill.mo Sindaco Avv. Errante,

randagi fucili

dardi anestetici sparati dai fucili del Corpo Forestale a Trapani nel 2012 – foto GEAPRESS

nella giornata di giovedì 23 aprile c.a., il quotidiano “Giornale di Sicilia” ha riportato un articolo sulla cronaca di Trapani dal titolo “ CASTELVETRANO, LA FORESTALE PER CATTURARE I RANDAGI  “ con il quale si prevede l’utilizzo di fucili carichi di anestetico.

 

Purtroppo simili interventi non risultano garantire il benessere degli animali. Di fatti, tra il 22 marzo 2012 ed il 5 aprile 2012 il sopra citato nucleo ha effettuato tre blitz nei comuni di Trapani ed Erice. I tre blitz si sono conclusi con la morte di un randagio di quindici anni rimasto ucciso per un probabile arresto cardio-circolatorio subito dopo essere stato sparato da un tiratore scelto,  un altro randagio si è lanciato in alto mare nella zona del porto di Trapani alla vista dei fucili ed è stato necessario l’intervento di una motovedetta della Guardia Costiera mentre un altro ancora è finito narcotizzato in acqua, salvato grazie alla presenza in mare di un sub. Episodi immediatamente denunciati dal sottoscritto al Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani. Vedi link dell’Agenzia stampa GEAPRESS: http://www.geapress.org/randagismo/trapani-cani-e-fucili-gia-il-22-marzo-scorso-sfiorato-un-primo-grave-incidente/26163 .

 

La sua proposta quindi di attivare le guardie del corpo forestale per la cattura dei cani randagi sul territorio di Sua competenza rischia quindi di mettere a rischio la vita degli animali e l’incolumità pubblica degli stessi cittadini.

Inoltre, è opportuno ricordare anche che l’art. 544-ter c.p. e succ. mod. punisce con la reclusione fino a due anni chiunque, senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche.

 

E’ corretto, anzi doveroso, intervenire per garantire l’incolumità dei cittadini ma l’immagine di un fucile che va sparando sui randagi, pur se con l’anestetico e con la buona volontà dei tiratori scelti, oltre a potersi configurare quindi come ipotesi di reato ai sensi dell’art. 544-ter c.p. Legge 189/04 è una icona che vorremmo relegare ad altri paesi dove questi interventi provocano sollevazioni di carattere internazionale.

 

Qualora Lei non riesca ad individuare altre soluzioni per la cattura degli animali “pericolosi”, la invito formalmente a relazionare alla scrivente Organizzazione in merito alle modalità operative con cui la S.V. intende attuare gli interventi in oggetto, ovvero indicare:

1)Operatori incaricati;
2)Nominativo del medico veterinario Asp che dirige le operazioni;
3)Piano di intervento;
4)Località e date degli interventi;
5)Modalità di individuazione dei soggetti da prelevare sul territorio;
6)Ditte incaricate;
7)Varie ed eventuali;

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Il Sindaco della città di Castelvetrano Selinunte , Avv. Felice Errante, intervenendo in merito alla nota che il segretario del partito animalista europeo ha diffuso agli organi di stampa, prima ancora di inviarla al primo cittadino, ha dichiarato:

Apprendo da un sito di informazione locale di essere destinatario di una nota da parte del signor Enrico Rizzi, nella qualità di Capo Segreteria nazionale del partito animalista europeo, nota invero mai ricevuta, nella quale si chiedono lumi circa la cattura dei cani all’interno del Parco Archeologico di Selinunte con l’ausilio della forestale.

Preliminarmente appare fuori luogo il richiamo alle norme di diritto penale che puniscono chiunque cagioni lesioni e/o sevizie ad animali, che hanno il sapore di avvertimenti nei confronti di questo Sindaco, assolutamente irricevibili e che certamente non rappresentano un buon viatico per una leale collaborazione-afferma Errante- Posto quanto detto è preciso intendimento di questa Amministrazione Civica, in ossequio delle procedure previste dalle norme vigenti, tutelare l’incolumità pubblica all’interno del sito archeologico e ciò nel rispetto degli animali presenti in grande numero.

L’intervento della forestale scaturisce dalla palesatami impossibilità di catturare i randagi ivi presenti con metodi tradizionali, atteso che gli animali risulterebbero in parte aggressivi, oltre che cresciuti negli anni in maniera assolutamente selvatica- conclude il Sindaco- Se il signor Enrico Rizzi, nella sua spiegata qualità, vorrà fornire suggerimenti diversi e meno traumatici per gli animali, che tuttavia raggiungano gli obiettivi non trattabili e già prefissati da questa A.C., sarò disponibile al confronto a condizione che lo stesso non muova da una irredimibile posizione preconcetta.