tonino vaccarino

…c’è permesso ..? Sottovoce e non senza, determinato e sommesso, avverto il dovere, grato e onorato per la sentita partecipazione popolare, di puntualizzare talune considerazioni che afferiscono alla querelle che così appassionatamente sta interessando in questo giorni i Fruitori della meravigliosa Città di Castelvetrano.

Fruitori disattenti a volte, residenti poco amanti spesso. Credo, intanto , opportuno ricordare e non spiegare a chicchessia che non di “fazioni” deve trattarsi bensì di correnti di pensiero tutte motivate proprio dalla necessità di sognare una Città che per il suo patrimonio archeologico e monumentale, non disgiunto dal miracolo ambientale, possa costituire indispensabile base per l’avvenire delle nuove generazioni diversamente costrette a ricorrere, ahinoi, ancora come sempre all’emigrazione. Negli anni settanta siamo stati accusati di volere distruggere un esemplare di scarafaggio in via d’estinzione avendo la pretesa di consentire la realizzazione di alberghi a 500 metri dalla costa. Lo scarafaggio è salvo, non altrettanto i nostri Concittadini costretti a lavorare negli alberghi costruiti sul mare, pure con palafitte, della costa romagnola dove il “Marco” tedesco doveva fermarsi.

Quindi. altra Italia, niente fascia di 150 metri dal mare! Siamo stati accusati di favorire lo scempio edilizio e perciò penalizzati con le dune poste a protezione visiva dei Templi di Selinunte spiegandoci, con evidente blasfemia , che serviva un camminamento sulle stesse per “meglio” guardare dall’alto i Templi . Con la presunta molto acculturata tracotanza di sovvertire anche la stessa storia dell’Umanità che , per rivolgersi all’Essere Soprannaturale, ha mirato sempre lo sguardo verso il cielo e non sulla polvere calpestata dai piedi. Con quali materiali le dune siano state realizzate meglio sorvolare.

Ora! Sono stati giustamente tolti terreni al cancro mafioso e, magna cum pompa, si costringono i Castelvetranesi ad andare quasi a S.Ninfa, per certificati prima facilmente reperibili nel Palazzo di Città, posto nel cuore di Castelvetrano. E meno male che oggi abbiamo un valoroso Sindaco che ancora vi risiede, diversamente sarebbe “fuori dal comune” ! Al pianto sepolcrale della piazza deserto si accede per le nere vie del lutto quasi a voler trasferire l’ambiente nel territorio lavico etneo.

Si sostiene che il transito automobilistico sporcherebbe la pavimentazione ma non si tiene conto che la sua marcata increspatura trattiene fango e sporcizia . Riservata ai soli pedoni? Purchè forniti di apposite scarpe montanare. Bandite le Signore con i tacchi a spillo! Che sia vera l’amara constatazione di un certo Seneca secondo il quale “la verità bisogna dirla solo a chi è disposto ad intenderla? La mafia ha compromesso l’immagine di Castelvetrano. Ciò senza dubbio alcuno. Chiunque ne ha la responsabilità è giusto che paghi.

Responsabile altrettanto chi distrugge la serenità di migliaia di onesti lavoratori ingenerando il drammatico e assurdo convincimento che “con la mafia c’era lavoro”!!!! Tutto ciò è miopia o colpevole idiozia? E’ intellighenzia da alto spessore culturale dei Comitati , appena nati sfasciati ? E’ , invece, soltanto, ardore di migliaia e migliaia di sottoscrittori di una petizione mirata alla democratica richiesta alla Massima Autorità Cittadina perché possa “rimodularsi” l’assetto viario circolatorio cittadino in modo tale da rendere vivibile l’intera Città ?.Null’altro che educata e rispettosa richiesta avanzata al Signor Sindaco che si chiama Felice Errante. Che è Avvocato sensibile, intelligente ed educato Amministratore del bene comune. La stessa kultura prepotentemente laika ha alzato il livello del piano piazza abbassando considerevolmente la magnificenza monumentale, compreso il sacro Tempio della Chiesa Madre.

Tutto ciò “architettato” da artisti estranei al nostro territorio. Imprese e maestranze locali per la realizzazione? Manco a parlarne ! Rigorosamente da fuori ! V’è da sperare non siano accusati di cospirazione mafiosa tutti i Firmatari (ben oltre 5.000 !) della democratica e sommessa petizione mirata alla “Rimodulazione del Sistema del transito “. Sempre che ci sia certezza di adamantina legalità sulla spesa di diversi milioni di euro che magari utilizzati in altro modo avrebbero creato benessere e lavoro diretto alla Umanità Castelvetranese.

Era più bella prima! E’ molto bella ora! Groviglio di macchine ieri ! Funereo deserto oggi! Il cuore di Castelvetrano, desertificato e spento, deve ritornare a pulsare. Questo è l’unico assioma che Tutti, senza fazioni di sorta vogliono. Grazie a tutti i Castelvetranesi che hanno firmato, LEGGIBILMENTE, tale richiesta.

Grazie a Quanti ancora vorrebbero poterla sottoscrivere perchè prima non informati. grazie ai Commentatori che , ancorchè di opinione diversa, hanno avanzato proposte rispettose delle altrui idee, meno grati ai denigratori d’accatto sempre pronti alle ingiurie nell’errato convincimento che gli Altri sono nemici. Le modifiche parziali all’attuale assetto, così Aristotelicamente proposte da Illuminati interventi, possono certamente costituire un valido tentativo per il ritorno Umano nella Piazza. La chiusura ermetica a qualsivoglia innovazione è omologabile al paventato ritorno del groviglio di lamiere……..l’Autorità Municipale , conosce Voltaire e Goethe, amministra con Aristotele…ergo , troverà la risoluzione del tempo.

L’immutabilità delle leggi è propria di regimi tutt’altro che democratici, il rispetto delle aspirazioni sociali nelle mutate condizioni ambientali è la vita che presenta novità ogni giorno e a quella serve ci si adegui in modo tale da migliorare sempre la convivenza civile. Grazie al Sindaco e al Massimo Consesso Cittadino per la democratica disponibilità , intanto, ad ascoltare . Grazie per tutte le determinazioni che sull’argomento riterranno opportuno ed utile adottare a beneficio dell’intera Comunità di Castelvetrano

Antonio Vaccarino