Da molti anni gli alunni di diversi istituti sono rimasti a dover fare lezione senza che un loro diritto venisse rispettato: quello di avere delle classi riscaldate durante il periodo invernale.

In particolar modo gli alunni del Liceo Classico “G.Pantaleo” si trovano in grande difficoltà ad affrontare ogni giorno le 5/6 ore di studio con il solo aiuto termico di una stufa, provvidenziale, ma inefficiente per ricoprire il freddo di una classe formata anche da più di 25 alunni.

Senza dimenticare che l’istituto oltre che essere una meraviglioso e storica struttura, è anche provvisto di un chiostro all’aperto, quindi attraverso cui il freddo arriva con più facilità.

I lavori per la ristrutturazione o meglio il rinnovo degli impianti di riscaldamento sono stati promessi da anni dalle istituzioni (a partire dalla scuola a finire con la provincia). Ogni anno numerosi alunni hanno organizzato e partecipato a delle giornate di sciopero essenziali per far capire a chi di competenza che gli alunni conoscono i propri diritti all’interno di un’istituzione pubblica e statale.

Quest’anno le cose sembrano leggermente cambiate in quanto si sa che la provincia avrebbe già stanziato dei fondi ma che a causa dell’Iter burocratico debbano passare minimo 40 giorni dallo stanziamento degli stessi fondi.

Oggi 15 gennaio è un’altra giornata di scuola di freddo e di gelo per gli alunni del Liceo Classico, ma quest’anno hanno deciso di cambiare organizzazione e di scioperare sia fuori dall’istituto che dentro tramite lo sciopero bianco, ossia uno sciopero per cui i ragazzi, sprovvisti di libri, si recano all’interno dell’istituto ma si rifiutano di fare lezione.

Non è un capriccio come alcuni possono pensare, ma è uno dei passi che gli alunni devono compiere per far rispettare i propri diritti come alunni e come persone.

Secondo la Legge 23/1996, le norme per i requisiti minimi per le scuole sono: area, temperatura, luminosità e rumore.

Ecco le regole stabilite per legge alle quali le scuole devono attenersi:
[…]
* Temperatura 20°C + 2°C
* Umidità 45-55%

Infatti anche secondo i diritti fondamentali dell’uomo:
Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. […]

Quindi secondo i termini della legge e i diritti fondamentali dell’uomo, gli alunni si sentono in dovere di manifestare la mancanza di un requisito (poi fondamentale per la quotidianità degli alunni) e di cercare di arrivare a chi per ora si sta godendo i propri diritti tranquillamente (con magari una pompa di calore, una stufetta o un termosifone accanto) mentre gli alunni vengono sottovalutati come persone che hanno dei diritti.

Si ricorda anche della tabella climatica che indica, in base alla zona geografica, per quanto i riscaldamenti dovrebbero rimanere accesi. (Trapani nella zona B).

Infine si spera che secondo l’articolo 19 dei diritti fondamentali dell’uomo:

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”

Nessuno del corpo docenti si opponga ad una manifestazione pacifica con dei valori di base che la spingono.