[di Francesco Lisciandra] Care amiche, cari amici,
vi scrivo perché me lo state chiedendo in tanti in questi giorni. Chi mi conosce sa quanta voglia ho di mettermi in gioco per impegnarmi a favore della nostra città, per renderla diversa, “pulita”, altra cosa rispetto a quanto visto in questi anni.

Purtroppo mi preme constatare che ancora i tempi non sono maturi per l’impegno puro e sincero, che può provenire da un ragazzo come me e da una squadra di giovani e non, che vogliono dare il loro libero contributo.
La città non è pronta per il voto del prossimo 28 Aprile!!

Quando tutto sarà chiarito e i tempi saranno più maturi per le forze politiche in campo, allora io ci sarò e daró il meglio di me stesso per il nostro bene comune, perché come voi, sono convito che Castevetrano ritornerà a splendere, ma questo momento non è ancora oggi.
Per questo ho deciso di ritirare la mia candidatura al consiglio comunale.

La politica è servizio e deve essere necessariamente motivata da spinte valoriali che rispondano a criteri legati alla crescita sociale. Candidarsi al consiglio comunale è una cosa seria, almeno per come la intendo io. Non ci si improvvisa, ne tantomeno ci si deve candidare per riempire liste o sposare programmi che non convincono.
La “non politica” invece è la corsa sfrenata al consenso, al prevalere degli interessi e delle ambizioni personali.

Mi spenderò insieme ai miei amici e a chi avrà voglia di sbracciarsi le maniche, per rifondare un luogo dove si torni a parlare di politica e di idee, e non di accordi e spartizioni di poltrone. Senza padrini ne padroni! La gente sta male. Noi giovani stiamo male. “Se non tornerà il sole” per ricordare una frase di don Pino Puglisi, è meglio fermarsi e lavorare per una nuova politica. A 29 anni e ‘un dovere farlo.
La politica oggi non deve aspettare i magistrati per cambiare, ma deve imporsi un atteggiamento trasparente, serio e onesto.

Il mio non è un disimpegno ma una scelta. La mia generazione deve prepararsi se rimarrà qui, per essere pronta a dare una guida diversa a questa città.
Se Castelvetrano è sull’ orlo del burrone le colpe non sono nostre, ma di chi in questi anni ha avuto responsabilità politiche.
Non sarò in prima linea questa volta, ma liberamente dirò la mia.
Un grazie particolare a chi aveva riposto fiducia in me.
Mi sento di fare un grosso in bocca al lupo alla nostra città di Castelvetrano Selinunte, auspicando il meglio.

Francesco Lisciandra