Territorio

Fra Martino prende i voti: una vita tra alta cucina, missione e provvidenza

Ci sono chiamate che non temono il tempo, che attendono sotto la cenere degli anni il momento perfetto per farsi fuoco vivo. Il prossimo 16 giugno, ore 9, nella parrocchia Santa Lucia di Castelvetrano avverrà una di queste storie straordinarie: fra Martino, al secolo Daniele Piccioli, 62 anni, originario di Cafaggio in Toscana, farà la sua prima professione temporanea dei voti religiosi tra i Piccoli Frati e Piccole Suore di Gesù e Maria. La solenne celebrazione, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, alla presenza del fondatore dell’Istituto fra Volantino, non sarà solo un traguardo formale, ma il compimento di una promessa mistica nata tantissimi anni fa.

Per capire la gioia che fra Martino vive oggi, bisogna fare un salto indietro nel tempo. Daniele all’epoca era un semplice catechista. Una domenica mattina, durante la celebrazione eucaristica, un missionario stava parlando all’assemblea di vari ordini religiosi. Fu all’inizio dell’omelia che accadde l’imprevedibile, un momento impresso a fuoco nella memoria di Daniele: «Vidi una persona vestita di bianco. Mi indicava chiaramente e diceva: tu diventerai sacerdote. Tutto si è svolto in quel momento, dell’omelia alla consacrazione». Un’esperienza folgorante che, sul momento, ha lasciato spazio allo stupore e a una domanda che spesso accompagna i prescelti da Dio: «Perché proprio me?». A rassicurare il suo cuore ci pensò il suo padre spirituale, che con saggezza gli ricordò una verità profonda: «Il Signore si rivela in tanti modi». Quella scintilla ha avviato un cammino lungo e maturo, culminato in quattro anni intensi vissuti in Seminario. Oggi, a 62 anni, quella chiamata trova la sua perfetta fioritura e una stabilità profonda e serena. Fra Martino ha scelto di spendere la sua vita nel carisma radicale dei Piccoli Frati e Piccole Suore di Gesù e Maria (noti anche come Frati Poveri), una realtà che unisce l’intensa vita contemplativa carmelitana alla povertà itinerante e francescana delle origini.

La storia di Daniele, oggi fra Martino, è la testimonianza vivente che Dio non guarda all’orologio, ma al cuore, e che non è mai troppo tardi per fidarsi di quel vestito bianco che, tanti anni fa, indicò la via. Prima di indossare il saio, Daniele era un ragazzo normale con una grande determinazione. Ha iniziato la sua carriera nel settore alberghiero, da cameriere fino a scalare le gerarchie della cucina e diventare cuoco professionista. Un percorso di altissimo livello che lo ha portato a lavorare persino come cuoco al Consolato Americano a Firenze. Ma il Signore sperimenta strade singolari per chiamare a sé i suoi operai. Anche in Seminario, durante l’estate, Daniele non ha mai smesso di cucinare, mettendo il suo dono a servizio degli altri. Il carisma dei Piccoli Frati e Piccole Suore di Gesù e Maria si fonda molto sulla valorizzazione dei talenti personali, e per fra Martino è stato esattamente così. La comunità gli ha dato “carta bianca” nell’organizzazione, permettendogli di esprimersi al meglio. Fra Martino ha cucinato in Messico e in America, e oggi mette la sua passione culinaria a servizio dei confratelli, delle consorelle, preparando le merende per i bambini del Grest e organizzando grandi cene di beneficenza. A questo si aggiunge un altro profondo talento: la cura e la passione per gli ornamenti della chiesa, un modo per «tirare fuori il bello» e onorare la casa di Dio attraverso la creatività.

C’è un legame speciale che unisce la sua storia alla città di Noto, culla dell’approvazione ecclesiale dell’istituto. È stato proprio camminando per le strade di Noto, in un giorno in cui risuonavano le campane a festa della città, che è nato ufficialmente il suo nome religioso: fra Martino. Pronunziando i voti di povertà, castità e obbedienza, fra Martino sceglie di non possedere nulla, di non toccare denaro e di vivere di pura provvidenza, restituendo al mondo la ricchezza dell’annuncio gratuito del Vangelo sulle strade e tra la gente. La comunità di Castelvetrano, i confratelli, le consorelle e i familiari si stringeranno attorno a fra Martino per questo primo “sì” ufficiale (la professione temporanea), che apre la strada al periodo del post-noviziato in vista della futura professione solenne.

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Patrizia Vivona