Graziano Cecchini è stato condannato il 26 aprile scorso dalla magistratura italiana a 8 mesi di reclusione per “interruzione di pubblico servizio”. Il 16 gennaio 2008 aveva lanciato lungo le scalinate di Trinità dei Monti 500mila palline colorate, rotolanti fino a piazza di Spagna tra lo stupore divertito dei passanti. Il “pubblico servizio” interrotto consiste in due autobus che hanno dovuto attendere per 20 minuti che la strada venisse sgombrata dalle rimbalzanti palline. Per quale reato è stato effettivamente condannato Cecchini?

Paolo Corsini, giornalista e presidente dell’associazione Lettera 22, è stato il primo e più deciso, pur asserendo pieno rispetto per l’indipendenza dei giudici, a ipotizzare un “reato di futurismo”: «La condanna appare ridicola e assurda, specie se paragonata alla benevolenza usata contro i sedicenti writers, che imbrattano monumenti e palazzi storici, alla impunità di cui godono i vandali sorge il sospetto che il reato contestato a Cecchini sia quello di futurismo, e questo proprio nel momento in cui il centenario del movimento marinettiano viene celebrato, finalmente, in maniera bipartisan».

Vittorio Sgarbi, da sindaco di Salemi in Sicilia, già aveva nominato l’artista Graziano Cecchini assessore al Nulla. Dopo la condanna gli ha conferito anche le deleghe alla Giustizia. Infatti secondo lui Cecchini ha il merito d’aver agito in nome del Futurismo e anche del Fu Turismo: già quando nel suo esordio in pubblico del 2007 aveva tinto di rosso la Fontana di Trevi, a dire di Sgarbi, anziché essere riprovato «avrebbe dovuto invece essere premiato per avere fatto l’opera d’arte più importante in Italia, e riconosciuta al mondo, del Nuovo secolo e millennio: l’ arrossamento della Fontana di Trevi, finalmente tornata alla vita (d’altra parte, le mestruazioni, ne sono il segno) dopo essere stata soffocata dal turismo».


Il Domenicale ha deciso di lanciare una raccolta di firme in favore di Graziano Cecchini, colpito da accanimento giudiziario. Cecchini è artista a volte stravagante ma di talento incoercibile e noto. Nel suo gesto ci riesce impossibile cogliere qualcosa di peggiore e di diverso da un manifesto ottimista, nonché indubbiamente sarcastico nei confronti delle odierne avanguardie impettite, che ammiccano al mercato a colpi di collage.

Un gesto, sì, futurista, che nell’anno celebrativo del Futurismo avrebbe potuto indurre a un giudizio più aperto. Soprattutto nel momento in cui artisti che vanno per la maggiore affermano la coincidenza dell’Arte col suo farsi nell’Evento.

Firmate per Cecchini. Meglio le sue allegre palline dei bambini impiccati e degli asini, sia impagliati che raglianti.

fonte. Il Domenicale
Settimanale di Cultura