femminicidioLa Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

Si tratta di un importante strumento perché vincola giuridicamente gli stati in materia di violenza sulle donne e violenza domestica; contiene misure per la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e i procedimenti penali per i colpevoli; definisce e criminalizza le diverse forme di violenza contro le donne tra cui il matrimonio forzato, le mutilazioni dei genitali femminili, lo stalking, le violenze fisiche e psicologiche e la violenza sessuale.

Un commento a caldo di Laura Boldrini, presidente della Camera

E’ stato un voto unanime espresso da un’assemblea molto partecipata, 545 i si’ su 545 deputati presenti. Un segnale di sensibilita’ dell’Istituzione, tanto piu’ importante perche’ arriva nelle ore in cui, in Calabria, viene dato l’addio all’ennesima vittima della ferocia maschile, Fabiana, la giovanissima donna che in questi due giorni di interventi molti deputati e deputate hanno voluto onorare”.

Convenzione di Istanbul – La Storia

Il Consiglio d’Europa ha intrapreso una serie di iniziative per promuovere la protezione delle donne contro la violenza fino dal 1990. In particolare, queste iniziative hanno portato all’adozione, nel 2002, da parte del Consiglio d’Europa della Raccomandazione Rec(2002)5 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla protezione delle donne dalla violenza, e la realizzazione di una campagna a livello europeo negli anni 2006-2008 per combattere la violenza contro le donne, compresa la violenza domestica.

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha anche preso una posizione politica ferma contro ogni forma di violenza contro le donne. Ha adottato una serie di risoluzioni e raccomandazioni che chiedono norme giuridicamente vincolanti in materia di prevenzione, protezione contro la repressione delle forme più gravi e diffuse di violenza di genere.

Le relazioni nazionali, studi e indagini hanno rivelato l’entità del problema in Europa. La campagna, in particolare, ha mostrato una grande variazione in Europa delle risposte nazionali alla violenza contro le donne e la violenza domestica. Così la necessità di norme giuridiche armonizzate per garantire che le vittime di beneficino dello stesso livello di protezione in tutta Europa è diventato evidente. I ministri della Giustizia dei membri del Consiglio d’Europa hanno cominciato a discutere la necessità di intensificare la protezione dalla violenza domestica, in particolare la violenza da parte del partner.

Il Consiglio d’Europa ha deciso che era necessario stabilire degli standard globali per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Nel dicembre 2008, il Comitato dei Ministri ha istituito un gruppo di esperti incaricato di preparare un progetto di convenzione in questo campo. Nel corso di poco più di due anni, questo gruppo, chiamato CAHVIO (comitato ad hoc per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica), ha elaborato un progetto di testo. Durante la fase successiva di stesura della Convenzione, Italia, Regno Unito, Russia e Santa Sede hanno proposto alcuni emendamenti per limitare i requisiti previsti dalla Convenzione. Questi emendamenti sono stati criticati da Amnesty International. La bozza finale del convegno è stato prodotto nel dicembre 2010.