Ventuno centri di medicina fisica e riabilitazione in provincia di Trapani attendono di aprire dopo l’avvio della Fase 2. L’Assessorato regionale alla salute non si è ancora pronunciato sulle linee guida che consentiranno, con le opportune disposizioni da rispettare, la riapertura dei centri riabilitativi. Così come in provincia di Trapani, la stessa situazione si registra in tutta la Sicilia. Il pensiero dei titolari va alle migliaia di pazienti che attendono il ripristino di un servizio professionale nel rispetto delle disposizioni di sicurezza.

La rabbia dei titolari è montata ancora di più dopo aver visto che la Regione ha dato l’ok per la riapertura di parrucchieri, estetisti e da giugno, anche per le discoteche. Ma anche per queste ultime si aspettano le Linee guida. C’è, comunque, la certezza della data: dall’8 giugno i siciliani potranno tornare a ballare.

Quelli che aspettano, invece, sono i titolari dei Centri di riabilitazione. Tra questi c’è anche il “Vanico” di Castelvetrano, chiuso anche questo dal 16 marzo scorso e con 38 persone costrette a stare con le braccia incrociate. «Chiediamo a gran voce che l’Assessorato regionale alla salute dirami al più presto le Linee guida per consentirci di riaprire», spiega Diego Genua, Presidente regionale di Confcommercio Sanità, l’organizzazione che siede anche al Tavolo intersindacale nato proprio in questo periodo d’emergenza Covid-19.

L’attesa non è soltanto per i titolari dei Centri ma anche per i dipendenti che vivono nell’incertezza del futuro e dei pazienti, molti dei quali hanno dovuto sospendere le terapie in questi mesi di lockdown. Domani a Palermo si riunirà il Comitato tecnico-scientifico. E non è escluso che si parli proprio delle Linee guida per la riapertura dei Centri di riabilitazione. «Dopo la pubblicazione delle Linee ci vorrà del tempo affinché possiamo adeguare le strutture alle disposizioni indicate», conclude Genua.

Diego Genua, Presidente di Confcommercio Sanità Sicilia.