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Le meduse vi impauriscono e non potete farvi il bagno a mare in maniera spassionata? È quello che sta succedendo in questi giorni nel mare di fronte le frazioni di Marinella di Selinunte, Triscina e Tre Fontane. «Chi si diletta a pescarle e farle morire sulla spiaggia non risolve nulla – spiega il biologo marino Franco Andaloro – perché il Mediterraneo è un mare grande che certamente non verrà liberato dalle meduse con queste pratiche».

Ma c’è di più. Perché pescare col retino o il secchiello le meduse e farle morire sulla spiaggia è un reato. L’articolo 544 ter del Codice penale è chiaro: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale». Una ulteriore sentenza della Corte di Cassazione ha poi decretato che risultano punibili non solo le lesioni fisiche ma anche altri tipi di sofferenze ai danni degli animali come appunto, nel caso degli animali marini, la pratica purtroppo molto diffusa di toglierli dall’acqua.

Togliere dall’acqua le meduse e farle morire sulla spiaggia o nei secchielli dei bambini è un gioco crudele. «La presenza di tante meduse sotto costa è dovuta al cambio di correnti e alla riduzione dei loro predatori», spiega ancora Andaloro. Per far fronte al problema, tocca ai bagnanti stare attenti ed evitare di incappare nel contatto con la nematocisti che rilasciano. «Può succedere pure che il rilascio avviene anche per un forte impatto dell’animale con una forte onda e così, involontariamente, la nematocisti con piccoli aghi urticanti che provocano lesioni sulla pelle, può finire sui corpi del bagnanti, seppur non entrandoci a contatto diretto».

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