Tutte le testate nazionali in questi giorni hanno riportato la notizia dell’elevato tasso di evasione fiscale a Castelvetrano. Titoli importanti anche su giornali stranieri che raccontano di un “paese dove non si pagano le tasse”.

Falso! Non è affatto vero che a Castelvetrano “non si pagano le tasse”. Ma cerchiamo di capire come mai i cittadini castelvetranesi si sono ritrovati vittime di questo vortice di informazioni poco esatte.

Negli scorsi giorni, il commissario Salvatore Caccamo, presidente della Commissione straordinaria che amministra l’ente dal mese di giugno del 2017, ha riferito al giornalista Marco Bova alcune informazioni circa la situazione finanziaria dell’ente.

Emersi dall’incontro dati importanti: un tasso di evasione del 65% ed un buco fiscale di oltre 42 milioni di euro (35,5 milioni di entrate tributarie; 7,3 milioni di extra tributarie).

Questo NON vuol dire, come riportato da diversi giornali, che il 65% dei castelvetranesi non paga le tasse perché, chiaramente, la percentuale si riferisce all’ammontare delle somme delle quali l’Ente è creditore. Ben diverso da dire che “solo un terzo dei cittadini paga le tasse”.

Un’altra questione che non trapela nella maggior parte dei servizi che abbiamo letto ed ascoltato in questi giorni è il fatto che, come confermato dallo stesso Commissario, la gran parte delle somme evase riguarda aziende e commercianti e certamente non persone fisiche. Per le famiglie di Castelvetrano è mortificante essere considerati i peggiori evasori d’Italia.

Piuttosto, bisognerebbe prestare particolare attenzione sulle attività poste in essere negli scorsi anni per la riscossione delle imposte. Risulta infatti che le ingiunzioni fiscali andavano regolarmente in prescrizione e a volte tornavano indietro perché il destinatario era sconosciuto o incerto, oppure perché la postalizzazione non raggiungeva gli obbiettivi che doveva raggiungere. Anche la riscossione coattiva sarebbe stata deficitaria.

A dicembre 2017, inoltre, stavano per scadere 1.400 cartelle esattoriali ma la Commissione le ha nuovamente notificate interrompendo così la prescrizione.

Tra le azioni recentemente poste in essere per recuperare i crediti ha riscosso un importante successo il regolamento per la rateizzazione e la compensazione delle tasse comunali, uno strumento “sociale” già utilizzato per oltre un milione e mezzo di debiti che aziende e cittadini potranno pagare a rate.