La richiesta del Comune di Castelvetrano di insinuazione al fallimento della cooperativa “Insieme” è stata rigettata. Lo ha disposto il giudice del Tribunale di Marsala (sezione fallimentare), Andrea Marangoni. Il Comune, nella sua richiesta, chiedeva il riconoscimento del credito di 434.646,93 euro, relativamente ad asseriti tagli alle rendicontazioni Sprar 2014-2016, comunicati dal Ministero degli Interni per carenza di rendicontazione. Secondo il giudice «le contestazioni mosse dal Ministero dell’Interno al Comune non sono riferibili a fatti o inadempienze della cooperativa fallita».

La cooperativa nata nel 1997 – allora presieduta da Giuseppe Scozzari – e poi fallita nel 2019, ha svolto servizio di accoglienza migranti a Castelvetrano, nell’ambito del sistema Sprar, per due lunghi periodi: dal 2011 al 2013 e poi dal 2014 al 2016. È per questo che ha tenuto rapporti col Comune che, a sua volta, ha ricevuto i fondi da parte del Ministero dell’Interno.

Il Comune ha, altresì, chiesto al giudice fallimentare il riconoscimento del credito per il mancato pagamento della Tari e del consumo idrico per gli anni tra il 2014 e il 2019, per un totale di 21.456 euro.

Secondo il Comune i controlli dell’ente e del Ministero nel triennio 2014-2016 avrebbero accertato criticità nella gestione del progetto. Per il Comune «la cooperativa “Insieme” avrebbe emesso fatture per spese e servizi non rendicontabili, stante l’assenza delle relative quietanze e dei documenti sulla tracciabilità del flusso finanziario della rendicontazione».

Criticità – è ancora il Comune – «che hanno causato tagli alle spese rendicontate da parte del Servizio Centrale del Ministero degli Interni, in quanto sono state liquidate dal Comune somme superiori rispetto a quelle rendicontate a consuntivo». Ora il rigetto dell’istanza di insinuazione del Comune al fallimento, da parte del giudice in sede sommaria di accertamento del passivo. Per il giudice «la genericità delle allegazioni non consente un adeguato scrutinio sulla fondatezza della domanda, giacché non sono specificatamente individuati gli inadempimenti imputabili alla cooperativa fallita».

Il Comune, intanto, ha depositato ricorso in opposizione allo stato passivo, evidenziando come, in data successiva al provvedimento del Tribunale fallimentare, è stato notificato all’ente un provvedimento del Ministero dell’Interno, con il quale, richiamata l’attività di verifica definitiva da parte del Servizio Centrale di Roma, sarebbero state accertate criticità non rendicontabili per 1,474 milioni.