Instagram e Facebook hanno bloccato decine di account legati al movimento di estrema destra Casapound. Dal primo pomeriggio di di lunedì 9 settembre, i profili ufficiali del partito dichiaratamente di ispirazione fascista non sono più raggiungibili, così come quelli di numerosi responsabili nazionali, locali e provinciali, compresi quelli degli eletti in alcune città italiane. Restano invece consultabili i profili su Twitter.

Non è la prima volta che i social del gruppo di Zuckerberg prendono provvedimenti nei confronti del movimento di estrema destra. Ad aprile dello scorso anno, poco prima delle elezioni europee, la medesima decisione era stata presa nei confronti dei profili di alcuni esponenti della tartaruga frecciata. “È chiara la presenza – sostenevano da Casapound – di un disegno ben preciso che mira a cancellare le voci dissonanti rispetto alla narrazione dominante”. E, anche in quel caso, Facebook aveva spiegato che “quando una pagina o una persona infrange ripetutamente le regole, come capitato in questo caso, la rimuoviamo”.

Anche i profili Facebook e Instagram di Forza Nuova sono stati bloccati. La notizia è confermata dallo stesso social. Anche in questo caso gli account cancellati avrebbero violato la policy del social. Forza Nuova, così come Casapound, è un movimento di estrema destra finita spesso sulle pagine di cronaca per l’apologia di fascismo.

“Chi diffonde odio non trova posto nei nostri social”, ha fatto sapere in seguito un portavoce di Facebook. Odio organizzato, violenza, terrorismo, ma anche omicidio di massa o seriale, traffico di esseri umani, violenza organizzata o attivitè criminale: sono alcune delle attività non sono permesse dalle policy di Facebook, elencate nella sezione della piattaforma che si chiama ‘standard della community’, che si applicano anche a Instagram. “Per impedire e interrompere atti di violenza reali, non permettiamo la presenza su Facebook di organizzazioni o individui che proclamano missioni violente o che sono coinvolti in azioni violente”, spiega il social aggiungendo che rimuove anche “contenuti che esprimono supporto o elogio di gruppi, leader o individui coinvolti in queste attività”.