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Due cose sono che lo caricano con un entusiasmo fuori il comune: la prima che sarà per la prima volta a Cannes in concorso da co-protagonista e la seconda che potrà stringere la mano al suo idolo, il regista, sceneggiatore e produttore messicano Alejandro González Iñárritu (Presidente della giuria). L’attore castelvetranese Fabrizio Ferracane sta preparando le valigie per partire in Costa Azzurra, dove da lunedì parteciperà al Festival di Cannes col film “Il traditore” di Marco Bellocchio che lo vede co-protagonista (nella parte di Pippo Calò) insieme a Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio.

Il film sarà in concorso per essere giudicato dalla giuria presieduta da Gonzàlez. Per Ferracane non sarà l’unica sua partecipazione al Festival: in concorso c’è anche “Rosso: la vera storia falsa del pescatore Clemente”, il corto firmato dal trapanese Antonio Messana, nel quale Ferracane interpreta il figlio del pescatore Ventrone. Dopo Venezia, dove Fabrizio Ferracane ha partecipato con “Anime nere” (13 minuti di applausi), per l’attore castelvetranese ora arriva l’esperienza di Cannes.

Teatro (anche sperimentale, si ricordi i lavori teatrali con Rino Marino) e cinema sono stati gli ambienti dove Ferracane ha trascorso i suoi primi 25 anni di carriera. «Io non ho una formazione accademica ma di questo non mi sono mai pentito – spiega Ferracane – ho scelto la via della formazione d’istinto, più carnale. Oggi, quando poi mi rivedo nei video, sono un attore che mi piaccio ma mantengo sempre la testa bassa: prima di essere attori siamo esseri umani». Con “Il traditore” l’incontro con Bellocchio: «Ricordo i primi provini, poi lui mi seguì in teatro ma le nostre strade non si erano mai potute incrociare – racconta Ferracane – col film sulla storia di Tommaso Buscetta l’incontro e il lavoro insieme».