E’ stata eseguita sabato 4 luglio un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto. Il provvedimento è relativo ad un nuovo pronunciamento del Tribunale del riesame di Palermo.

Il medico castelvetranese è coinvolto nell’operazione con la quale nel marzo del 2019 sono state tratte in arresto 27 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica. L’indagine, denominata Artemisia, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani e coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Agnello e dai pm Sara Morri e Francesca Urbani.

Nel mese di aprile dello stesso anno il Tribunale del riesame di Palermo ha annullato gli arresti dell’operazione Artemisia. Adesso, la pronuncia della VI sezione della Cassazione ha rigettato il ricorso dei PM di Trapani e ha confermato l’incompetenza territoriale dei giudici trapanesi.

L’Avv. Franco Messina (che difende Lo Sciuto insieme all’Avv. Francesco Bertorotta) riferisce alla nostra redazione che “Solo relativamente ai capi 4) e 5) dell’ipotizzato tentativo di concussione la Suprema Corte ha annullato l’ordinanza custodiale con rinvio a nuovo Tribunale di riesame che, escludendo alcun pericolo per la genuinità della prova, a distanza siderale dall’originario provvedimento del 16.3.2019, applica gli arresti domiciliari a Giovanni Lo Sciuto. Nel frattempo vi era stato l’intervento delle Sezioni Unite della Cassazione su Artemisia. Vari sono stati i pronunciamenti giurisprudenziali sulla vicenda e quasi del tutto favorevoli alla difesa degli indagati”

“Appare ingiustificabile – aggiunge l’Avv. Messina –  l’applicazione di una misura domiciliare a distanza di tanto tempo dai fatti e acclarando in parte un’ordinanza più volte annullata. Attenderemo le motivazioni e agiremo di conseguenza.