gruppo 6gdoLa vicenda della 6 GdO di Castelvetrano la si ricorda per la vicenda legata all’imprenditore Giuseppe Gricoli condannato a 12 anni di reclusione , ritenuto un”imprenditore mafioso” al servizio di Cosa nostra nonché il cassiere di Matteo Messina Denaro , rimane d’attualità per diversi aspetti.

Oggi dopo sette anni, si vuol portare all’attenzione di tutti, istituzioni comprese, è la situazione di stallo legata agli ex dipendenti che restano in attesa di assunzione, a distanza di tempo, soprattutto, dopo le note indagini della procura di Caltanissetta, su un complesso sistema che prevedeva incarichi a sei zeri distribuiti ad amministratori giudiziari amici in cambio di assunzioni e consulenze, con diverse toghe coinvolte ed accusate a vario titolo dalla corruzione, all’abuso d’ufficio, etc..

Per la vicenda degli ex lavoratori, il portavoce M5S al Senato Vincenzo Santangelo, ha presentato l’interrogazione a risposta scritta (Atto n. 4-04728) indirizzata al Ministro dello sviluppo economico e non solo.

Il portavoce sottolinea che, ai 64 ex dipendenti della Gruppo 6 GDO, sono stati garantiti ammortizzatori sociali che a breve si esauriranno, con la conseguenza che padri di famiglia rimarranno senza reddito in una terra dove il reinserimento nel mondo del lavoro è assai ardua.

Inoltre – continua il senatore Santangelo -, da mesi, per come già denunciato dagli stessi lavoratori, si assiste ad un rimando di responsabilità tra ANBSC (Agenzia Nazionale Beni Sequestrati Confiscati) e Ministero dello sviluppo economico circa la vendita ad aziende interessate a rilevare i beni del gruppo confiscato con un assorbimento anche della manodopera.

Nell’interrogazione si chiede “quali misure, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano assumere per la tutela dei lavoratori che hanno operato in dette aziende e rami di aziende e/o società, la cui proprietà si trova in regime di confisca, e nella fattispecie, quali provvedimenti intendano adottare a salvaguardia dei 64 ex lavoratori della Gruppo 6 GDO, anche nel merito della trattativa che vede interessata l’azienda Maione Alimentare, come di conoscenza della stessa Agenzia nazionale per i beni confiscati”.

Il diritto al lavoro, è sancito nella costituzione italiana, i lavoratori sicuramente non possono continuare ad essere le vittime di questa “brutta storia”.