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Saperepopolare è una Blog culturale, nonché una piccola Casa editrice/libreria online che tenta di (ri-)portare in scena tutto il buono e il bello dell’Italia. In questi giorni, il dott. Michele Santoro, per Saperepopolare, ha realizzato una lunga intervista al Direttore del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, dott. Giovanni Leto Barone, che proponiamo di seguito:

Cominciamo dalla notizia più importante. Il prossimo 23 agosto, in collaborazione con il Comune di Castelvetrano (TP), è in programma una nuova apertura serale straordinaria (la terza del mese di agosto) – per la precisione, dalle 20 alle 23 – del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa. La serata, con vista notturna dei Templi della Collina orientale, sarà anche allietata, proprio davanti al Tempio di Hera, da letture tratte da autori classici e contemporanei, inerenti alla storia di Selinunte. Non sarà difficile trovare altre informazioni pratiche relative alla serata di apertura straordinaria del Parco visitando la pagina ufficiale dell’ente nei siti istituzionali, come anche nelle principali piattaforme sociali.

La collina orientale di Selinunte

Se riteniamo del tutto superfluo spendere qui parole di presentazione per un sito di pregio conosciuto universalmente, qual è il complesso archeologico di Selinunte, riflessioni su altri piani suscita invece un evento che ha coinvolto nei giorni scorsi direttamente il Parco. Ha destato, infatti, un certo interesse (e, come sempre, opinioni discordi) l’affitto dell’area del Parco da parte dell’azienda Google Inc. per una serata di gala, dopo che l’azienda americana aveva anche scelto un locale di Sciacca per riunire in un meeting i suoi azionisti e il management del gruppo.

Due tra gli angoli più suggestivi della Sicilia, presidiati dunque, seppur temporaneamente, dal colosso americano, una “occupazione” assolutamente legittima come vedremo e che, almeno per quanto riguarda il Parco Archeologico di Selinunte, ha decisamente prodotto i suoi “utili” e non solo in termini di gratuita visibilità mediatica. Ammonta infatti a settemila euro l’affitto dell’area, somma contabilizzata e regolarmente versata dalla popolarissima ditta statunitense nelle bisognose casse della Regione Sicilia, soprattutto in un’epoca di particolari ristrettezze economiche come quella che stiamo vivendo.

Ma c’è dell’altro. Nel dialogo/business Parco-Google sono state sperimentate nuove forme di contrattazione pubblico-privato, che potrebbero costituire un modello positivo potenzialmente da esportare in altri campi, soprattutto nel settore del turismo culturale. Roba, insomma, non di poco conto. Di tutto ciò abbiamo voluto parlare con chi questa vicenda l’ha trattata (e “contrattata”, sarebbe meglio dire) con pazienza per un buon lasso di tempo. Un testimone attendibile ed ufficiale quindi, ovvero il Direttore del Parco, dott. Giovanni Leto Barone.

Saperepopolare: dott. Leto Barone, ci vuole riassumere come è nato e si è sviluppato l’incontro con Google?

Dott. Giovanni Leto Barone. Mi preme, innanzitutto chiarire un pensiero che è anche un principio fondamentale. L’operazione Google (la chiamiamo così solo per intenderci), che tanta curiosità ha creato, dovrebbe far parlare di sé non tanto per la risonanza del celebre locatario quanto piuttosto per il diverso modo d’intendere (e di raggiungere) l’obiettivo del massimo beneficio, la finalità ultima di ogni ente pubblico, cioè la fruibilità ottimale (nel nostro caso) di un sito archeologico, ma più in generale di un patrimonio culturale che appartiene a tutta la collettività. Voglio dire che ieri è stato Google il nostro interlocutore, un nome che è continuamente sulla bocca di tutti, perché pronunciato più volte durante il giorno da persone di ogni classe sociale, e per questo conosciutissimo.

Magari (e lo speriamo tanto) domani il committente si chiamerà invece in tutt’altro modo, sconosciuto forse ai più ma ancor più potente del colosso americano. Il punto non è il nome ma ciò che si deve e si può ottenere, con gli strumenti normativi a nostra disposizione, quando si avvia una trattativa di questo livello. Entro nel merito. Qualche mese fa, quando i rappresentanti dell’azienda ci chiesero la disponibilità dell’area, oltre alla consistenza dell’affitto, cifra già stabilita a monte e non soggetta a contrattazione, si pose subito il problema dell’allestimento complessivo ad hoc dello spazio finalizzato alle esigenze specifiche dell’azienda. Si trattava di una cena e quindi occorreva prevedere un’illuminazione dedicata allo scopo, di trasportare e posizionare arredi specifici (tavoli, sedie e quant’altro), di garantire servizi igienici all’altezza, ecc. 

La prima richiesta che ci fu fatta era che tutto ciò andava eseguito in una situazione di spazio esclusivo. Ciò avrebbe significato l’interruzione (anche se solo per un giorno) della regolare fruibilità diurna del sito, in pratica l’interruzione di un pubblico servizio. La richiesta fu immediatamente respinta e l’azienda se ne fece una ragione, accontentandosi di godere solo di una esclusività serale (il momento topico della cena), quando del resto l’accesso al sito era di per sé già impedito al pubblico. 

Altra questione, l’illuminazione. La richiesta iniziale prevedeva l’allestimento di un impianto volante, quindi del tutto transitorio. Su questo punto la trattativa è stata lunga e complessa, dovendo confrontarsi con la nostra di richiesta, ovvero quella di una specifica manutenzione straordinaria dell’impianto di illuminazione nella parte del sito interessata all’evento, inerente allo spazio occupato dal Tempio E.

Il nostro ragionamento è stato semplice: se occorre spendere una somma di danaro, facciamo che questa si trasformi in una dote duratura e non effimera per il sito. Anche su ciò l’abbiamo spuntata. Rammento infine che, al fine di garantire condizioni ottimali per lo svolgimento della manifestazione, sono stati effettuati una serie di lavori di miglioria e sistemazione complessiva dell’area, mi riferisco ai servizi igienici e alla completa decorazione della hall della biglietteria. Il tutto per una spesa totale da parte della Google Inc. ammontante a oltre 40 mila euro.

Castelvetrano. Veduta dall'alto

Saperepopolare. Bene, chiarita la vicenda Google, vorremmo spendere qualche parola in più sull’apertura straordinaria del Parco prevista per sabato 23 agosto. Abbiamo letto della collaborazione con il Comune di Castelvetrano. Qual è il livello dei vostri rapporti con l’amministrazione castelvetranese?

Dott. Giovanni Leto Barone. Direi molto buoni, c’è molta collaborazione e rispetto reciproco. Il Comune di Castelvetrano, nella persona del suo Sindaco, Avv. Felice Errante, fa parte del Comitato tecnico scientifico del Parco. Abbiamo stipulato una convenzione per la utilizzazione del 30% dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti, come previsto dalla legislazione vigente in materia, per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento della fruizione, alla manutenzione di impianti, pulizia e diserbo delle aree. Direi che il sistema ha funzionato e funziona.

Saperepopolare. Ci fornisce qualche numero sull’afflusso dei visitatori e sulla loro provenienza?

Dott. Giovanni Leto Barone. Ovviamente tutto è da rapportare alla dimensione della stagionalità. Per il mese di giugno 2014, ad esempio, abbiamo fatto registrare circa 26 mila presenze, di cui un terzo, o poco meno, afferente al turismo locale.

Saperepopolare. Un’ultima domanda su un tema che, nei giorni scorsi, ha scatenato una certa vis polemica. Ci riferiamo all’auspicio del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, on. Franceschini, di favorire in tutti i modi momenti di sinergia tra l’attività di artisti e i siti culturali pubblici, con l’emanazione di uno specifico bando che prevedeva la ricerca di artisti “volontari” per le nuove aperture notturne. Ma – e qui è sorta la discussione, anche con toni piuttosto accesi – bando a costo zero (ecco compresa la dizione “volontari”) per l’amministrazione pubblica (bando che, per dovere di informazione, è stato poi annullato dallo stesso Ministro). La sera del 23 agosto sappiamo che sono in programma, ad integrare l’offerta culturale, alcune letture inerenti alla storia di Selinunte. A cura di chi, come e a quali condizioni si svolgerà questa pagina culturale?

Dott. Giovanni Leto Barone. Chiarisco subito, senza entrare nel merito dell’episodio a cui lei si è riferito, che coloro che interverranno alla serata del 23 agosto, offrendo la propria voce per le letture in programma, sono persone di cultura che abitano e vivono il territorio. Il loro sarà un apporto gratuito e convinto alla manifestazione. Si tratta di un segnale, certo simbolico, in cui però è immediatamente riscontrabile l’adesione ad un progetto non unilaterale. E’ possibile raggiungere certamente un grado di condivisione maggiore, per coinvolgere maggiormente la comunità locale di Castelvetrano e paesi limitrofi, ma la strada intrapresa pensiamo sia quella giusta.

Buona vita, dott. Leto Barone, a lei e al Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa!

Buona vita anche a lei, dott. Santoro!