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«Non siamo solo consulenti di bellezza nel senso effimero del termine», risponde sorridendo Grazia Urso alla domanda “chi è l’estetista oncologica”. Oggi sorride la signora Urso, finita per amore da Verona a Castelvetrano, che da sette anni si occupa di estetica oncologica. «Tutto è iniziato da un’esperienza drammatica – spiega a CastelvetranoSelinunte.it – la malattia di mio marito e il mio senso di impotenza davanti alla sua sofferenza aggravata anche dal cambio dell’aspetto causato dalle terapie». Estetista professionista, specializzata a Milano in estetica oncologica, la signora Grazia Urso, mai prima della malattia di suo marito, aveva sentito parlare di estetica oncologia. Un argomento ancora oggi non molto diffuso, conosciuto e ancor meno compreso.

La sua testimonianza l’ha raccontata giovedì scorso nell’ambito dell’incontro su “Etica ed estetica in Oncologia”, organizzato da Alessandra Cascio e tenutosi presso la Scuola dei mestieri “Ted Formazione” di via Campobello, 109 a Castelvetrano. «A fine incontro c’è stata una signora che si è avvicinata e mi ha detto: “Non volevo venire ma sono felice di esserci stata”», dice Grazia Urso. Il senso di solidarietà è quello spontaneo che nasce tra i parenti dei malati oncologici. Di chi c’è ancora e di quelli che non ci sono più. Oltre le terapie c’è qualcosa di più che merita attenzione: l’esigenza di un sostegno per chi, in risposta alle terapie oncologiche subisce dei “cambiamenti” che rendono la malattia visibile e incidono fortemente sulla propria identità: la caduta dei capelli e delle sopracciglia, lo sfregio di una cicatrice, le macchie sulla pelle, gonfiori, sono solo alcuni esempi. A pagarne le spese è la qualità di vita che viene pesantemente compromessa. «Capita spesso quando si parla di estetica oncologica che tutto si concentri sul make-up – dice Grazia Urso – certamente molto importante ma non esaustivo: l’estetica oncologica va “oltre” la cura, è il valore aggiunto alle indispensabili terapie. Nel concreto, “si prende cura di chi è in cura” e lo fa anche attraverso trattamenti e tecniche specialistiche, consigli preziosi per la skin care quotidiana e/o per la scelta del cosmetico. È un valido aiuto a difesa del benessere».

 

Il cancro non guarda in faccia nessuno. «I dati riportano che in Italia ogni giorno vengono diagnosticati 1.000 tumori», continua Grazia Urso, che nel 2018 ha inaugurato l’apertura del primo corso di estetica oncologica a Palermo a cui ne sono seguiti altri e anno dopo anno il numero delle estetiste specializzate in estetica oncologica è aumentato tanto. Oggi si inizia a parlare con ragionevolezza del valore di questa competenza: «visto le statistiche, personalmente penso che, specializzarsi in estetica oncologica sia necessario, oserei dire quasi “un dovere morale” per la professionista di oggi, dice Grazia Urso. Tali competenze, inoltre, permettono di poter fornire delle linee guida per un “autocura” domiciliare non solamente a chi è colpito dalla malattia ma anche per chi di lui si prende cura, in quanto non è da sottovalutare il loro senso di smarrimento». “Il malato soffre più dei suoi pensieri che della stessa malattia”, scriveva Nietzsche; «questo inevitabile pensare negativo è contagioso tra i parenti che vorrebbero essere d’aiuto ma si sentono impotenti», dice Grazia Urso.

Oggi l’estetica oncologica è una realtà in Italia, seppur a due velocità. Al Nord è oramai molto diffusa, al Sud, invece, arranca a essere conosciuta. Ma Grazia Urso non si arrende. Ecco perché proprio giovedì scorso a Castelvetrano ha raccontato la sua esperienza e cosa è l’estetica oncologica. Allievi e ospiti l’hanno ascoltata in religioso silenzio; tra loro c’è stato pure una signora che l’ha abbracciata. Grazia ha capito il valore di quell’abbraccio, segno di un’intesa, una solidarietà fraterna tra persone con stessi drammi vissuti.

 

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