Conferme (in alcuni casi con modeste riduzioni di pena) in Corte d’Appello a Palermo per gli imputati del processo “Ermes 2”. L’8 marzo 2018 il gup del Tribunale di Palermo Maria Cristina Sala condannò 11 delle 13 persone coinvolte nell’operazione antimafia. Tra questi Epifanio Agate, 46 anni, figlio del defunto boss mafioso Mariano Agate, fedelissimo dei «corleonesi» in provincia di Trapani, i fratelli Carlo Antonio e Giuseppe Loretta, di 53 e 39 anni, e Angelo Castelli, di 74. Solo ai due fratelli Loretta è stata contestata l’associazione mafiosa, mentre ad Epifanio Agate l’estorsione aggravata dal metodo mafioso e attribuzione fittizia ad altri di quote delle società «My Land» e «Fishmar” per evitarne la confisca da parte dello Stato.

In primo grado – così come scrive oggi il Giornale di Sicilia Agate fu assolto dal gup Sala dall’accusa di estorsione e condannato per l’intestazione fittizia (tre anni e 8 mesi di carcere). Pene più severe, invece, per i fratelli Loretta, condannati sia per associazione mafiosa che per attribuzione fittizia ad altri di quote di società (“Mestra” e «Medioambiente”). Carlo Antonio Loretta fu condannato a 14 anni di carcere, mentre il fratello Giuseppe a 7 anni e 8 mesi. La Corte d’Appello ha ridotto la condanna a 11 anni, 10 mesi e 10 giorni per Carlo Antonio Loretta e per Giuseppe Loretta ridotta a 7 anni.

La Corte d’Appello ha confermato le pene di primo grado per Angelo Castelli (2 anni), Grazia Maria Vassallo e Vita Anna Pellegrino (2 anni), Rachele Francaviglia (1 anno e 8 mesi), Filippo Siragusa (1 anno e mezzo), Nicolò Passalacqua (1 anno e 4 mesi), Nataliya Ostashko (1 anno e 2 mesi), Francesco Mangiaracina (10 mesi e 20 giorni). Per Passalacqua e Francaviglia la pena è stata sospesa.