Ci sono battaglie che vanno affrontate con il cuore, con la ragione e con la certezza di essere nel giusto. Ci sono battaglie che vanno affrontate in silenzio, lontano dal clamore virtuale, chini sulle carte perché nelle aule dei tribunali si vince se si hanno gli elementi giusti per ottenere giustizia.

Ci sono battaglie che, una volta vinte, valgono da sole una vita, un intero mandato amministrativo e che possono cambiare le sorti di un territorio. Ci sono battaglie che si affrontano anche se non si è integralisti o ambientalisti, visto che sempre più spesso le due parole tendono a sovrapporsi, ci sono battaglie giuste che, chi ama visceralmente un territorio, deve affrontare e vincere.

Questa battaglia e’ stata vinta e Selinunte ed il suo mare possono tirare un sospiro di sollievo. La multinazionale che aveva progettato di costruire 38 torri eoliche nella fascia di mare ove insistono le oasi naturalistiche denominate banco Avventura e banco Pantelleria, e’ stata sconfitta.

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La terza Sezione del Tribunale Amministrativo di Roma, infatti, accogliendo le puntuali difese delle resistenti Amministrazioni, tra le quali quelle dei Comuni di Partanna e Castelvetrano, rispettivamente difesi dall’avv. Maika Giacalone ed dall’avv. Francesco Vasile, ha rigettato il ricorso promosso dalla società avverso il diniego delle competenti Autorità ministeriali al rilascio dell’autorizzazione di impatto ambientale per detta opera da un miliardo di euro.

Il progetto, oltre ad interessare, con un consistente numero di aero generatori sorretti da un sistema di ancoraggio mobile, costituito da ampie piattaforme e cavi di acciaio da 60 tonnellate cadauno, il tratto mare distante circa venti miglia dalla costa della nota borgata di Marinella di Selinunte, prevedeva la realizzazione di lunghi cavidotti interrati che, approdando al porticciolo di Marinella di Selinunte, attraversavano il centro abitato della predetta località balneare e la vicina la Riserva naturale orientata Foce del fiume Belice, sino a raggiungere il territorio del Comune di Partanna, ove doveva sorgere, a ridosso dalla stazione RTN della città, la centrale elettrica di distribuzione.

Il Tribunale Amministrativo, infatti, ha ritenuto adeguatamente motivato il decreto ministeriale impugnato, ivi compresi i dinieghi espressi dai Comuni coinvolti, in ordine al progetto presentato dalla ricorrente, in quanto ne evidenzia criticità ed aspetti fortemente problematici con particolare riferimento ai rischi per l’ecosistema marino, che assume, nella zona interessata dall’intervento proposto, “straordinaria rilevanza”. Queste le motivazioni, queste le cose che hanno veramente importanza, e che superano le beghe ed i piccoli interessi di bottega che alcuni continuano a portare avanti, millantando di avere a cuore le sorti di un territorio o dei suoi abitanti.