Voglimi SELINUNTE

elena ferraroL’esperienza di Elena Ferraro, la giovane imprenditrice di Castelvetrano che ha denunciato i propri estorsori, diventa sempre più esempio da seguire anche in altre regioni d’Italia.

Elena, lo scorso week end, è stata inviata al “Festival dei Libri sulla Mafia” , celebratosi a Lamezia Terme (CZ), a margine della recente visita in Calabria di Papa Francesco. Il coraggio, la scelta di denunciare i mafiosi e i loro barbari sistemi e di collaborare con i magistrati, tra gli elementi più significativi del primo evento culturale in Italia, dedicato ai libri sulle mafie.

Dal cuore della Calabria, quindi, arriva la voglia di denuncia e di risveglio delle coscienze contro le mafie. Un Workshop e incontri con gli autori coinvolti in prima persona nella lotta alle organizzazioni criminali. Elena Ferraro, anche in terra calabra, ha parlato della sua vicenda, della sua ferma decisione di denunciare Mario Messina Denaro, oggi condannato a oltre 4 anni di reclusione.

L’intervento di Elena è stato molto apprezzato e valorizzato anche dagli ospiti presenti alla manifestazione. Erano presenti anche altre donne imprenditrici, di altre regioni che hanno denunciato minacce e estorsioni. Storie di donne che hanno detto no al racket e all’usura, che sono state raccontate nella quarta serata della manifestazione lametina. Elena Ferraro, Raffaella Ottaviano (Campania) e Francesca Miscimarra (Calabria) hanno dato il loro contributo al Festival. Sono state definite tre “capitane coraggiose”, che non si sono piegate e con il loro “no” e hanno provato a innescare il cambiamento nelle loro realtà.

L’aspetto più importante della manifestazione è relativo ad alcuni interventi degli ospiti che hanno evidenziato la scelta di Elena.“Da quando ho denunciato Ercolano è cambiata. Oggi si parla del modello “Castelvetrano” ha detto Raffaella Ottaviano , nel suo intervento, spiegando che “si trova il coraggio di dire no se c’è una rete di altre persone che ti accompagna e sostiene in questo percorso”.

Elena Ferraro, nel suo intervento , oltre a ricordare i particolari della sua vicenda ha sottolineato:” La mia decisione a Castelvetrano, seppur timidamente, sta portando una nuova ventata, sociale e culturale. Oggi c’è voglia di riscatto nella città di Messina Denaro e anche le recenti dichiarazioni dei figli di Lorenzo Cimarosa lo dimostrano. Occorre lavorare in questa direzione cercando sempre di stare il più possibile uniti ,per questa dura battaglia di rinascita sociale”.

Un altra pagina significativa di lotta al pizzo e alla mafia che si aggiunge ad altre esperienze sia trapanesi che siciliane. Anche l’attuale presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, con molto coraggio ha denunciato i suoi estorsori,contribuendo con il suo esempio a dare maggiore forza ad altri imprenditori vittime di possibili ricatti.

Filippo Siragusa

Filippo Siragusa