Il Sindaco della città di Castelvetrano Selinunte Avv. Felice Errante, ha incontrato l’artista italo-inglese Elena Cologni, selezionata per la residenza IArt in Sicilia organizzata da CLAC, che per alcuni giorni è stata ospite della nostra città producendo disegni e sculture e tenendo due giornate di laboratorio con una performance finale che si è tenuta lo scorso venerdì nel sistema delle piazze.

Elena Cologni ha così spiegato la sua opera: “Durante la mia residenza IArt in Sicilia, con base a Castelvetrano Selinunte, ho cercato di capire la dinamica dialogica messa in atto da Danilo Dolci, e provato a tradurre la maieutica reciproca in termini di disegni, oggetti e performance per evidenziare il significato dello spazio e distanza tra le persone: lo scarto.

elena cologni

Questo è uno dei concetti di Dolci adottati, nell’evento performativo che si è tenuto nel Sistema delle Piazze, abbiamo chiesto a chi ha partecipato di condividere una propria lettura del passato attraverso una puntualizzazione dell’architettura, testimone della storia di questo luogo in cui religione e natura, mito e scienza si sono intrecciate, e tuttora sono insite nella vita della sua gente.”

Alla fine della performance l’artista ha consegnato al vice- sindaco, Avv. Giuseppe Rizzo i 10 disegni ed i 40 piccoli oggetti/sculture (ispirati dalla collezione del museo civico e Danilo Dolci) che l’artista ha voluto donare alla città e che il sindaco ha garantito che verranno collocati all’interno del nuovo polo culturale che sarà inaugurato nei prossimi mesi nel rinnovato spazio del Chiostro dei Minimi.

L’evento è stato realizzato grazie all’organizzazione di IArt, CLAC, il Museo Civico e il Comune di Castelvetrano Selinunte, CRESM, Belice Epicentro della Memoria Viva Gibellina, la Rete Museale e Naturale Belicina, il Liceo Classico G.Pantaleo e l’Akkademia del Teatro Selinus e tutte le persone che hanno dedicato il loro tempo, passione, pazienza, cultura ed esperienza attivando uno scambio vitale per la riuscita del progetto.

elena cologni 2

Breve nota sull’artista

Elena Cologni ha studiato all’Accademia di Belle Arti Brera in Milan, ha un Master in Sculpture da Leeds University e un dottorato (borsa di studio) da University of the Arts, Central Saint Martins College, Londra (2004). Ha poi conseguito una borsa di studio (Arts and Humanities Research Council, 2004/06) per un dottorato alla stessa istituzione (che ha prodotto Mnemonic Present, Un-Folding series di video installazioni live 2005-2006), una fellwoship di ricerca alla York Saint John’s University (2007/09), ed è al momento ricercatore associato alla Commonwealth Intercultural Arts Network (University of Cambridge) (2013/14).

Si è interessata di ricerca come pratica artistica, documentazione di opere effimere, memoria nel presente, temporalità, approccio dialogico nei lavori partecipati, in(ter)disciplinarietà. Contribuisce al Circuit program per giovani diretto dalla Tate e supportata Paul Hamlyn Foundation.

Ha vinto residenze, all Centre for Contemporary Arts Glasgow (che ha portato a Re-Moved alla Biennale Glasgow international 08), Yorkshire Sculpture Park (supportata da Arts Council of England, UK Geomemos) , a Impington College Cambridge, parte delle celebrazioni del 75 anniversario di Gropius dove adotta un approccio ‘arte come interfaccia nella società attaverso il dialogue’ e alla University of Cambridge, Faculty of Experimental Psychology. Il progetto Rockfluid ne è il risultato, e ha vinto due Grant of the Arts, Arts Council of England, un Escalator Visual Art Retreat at Wysing Arts Centre, e un Escalator live art, Colchester Arts Centre.

Questo ha generato una serie di opere partecipative e/o site specific come : Spa(e)cious (Wysing Art Centre, Galleria Artra Milan, MK gallery Milton Keynes, Philosophy and performance group, performance Studies international and Kingston University Art Research Unit, Bergamo Scienza), Navigation Diagrams (MK Gallery, UK), e U’ Verruzze’ and Balancing (as part of Radio Materiality, curators Vessel, Bari, Athens Biennale 2013, and Doppelgaenger Bari, 2014). Rockfluid si basa su un approccio fortemente interdisciplinare incentrato sull’interesse per l’impatto di memoria, percezione e luoghi sulla nostra identità.