diamanti castelvetrano7 miliardi di lire. E’ la cifra che la Regione Siciliana aveva finanziato per Castelvetrano.
Era il 1986 e quelli erano i soldi per realizzare le aree artigianali. L’avvocato Giovanni Lentini, allora assessore all’urbanistica, era tra i più entusiasti. L’approvazione del progetto era avvenuta appena l’anno prima. Non rimaneva che espropriare i terreni  già individuati, realizzando tutti i servizi: metano, fognature, strade, marciapiedi…

Circa 300 mila metri quadrati, nei pressi dello svincolo autostradale, adeguatamente urbanizzati, avrebbero dovuto trasformare l’economia della città. Una vera e propria zona industriale, aveva sottolineato Lentini, “poco fuori dal centro urbano, con i conseguenti benefici ecologici“.
Per legge, il 20% delle aree può essere assegnato a imprese industriali vere e proprie – aveva aggiunto l’assessore –con le comprensibili favorevoli prospettive per il problema occupazionale e per tutta l’economia castelvetranese“.
In quegli anni c’erano grandi aspettative da parte di tutti. La Sicilia, da sempre senza industria e senza occupazione, si stava trasformando. E Castelvetrano era tra le città da cui sarebbe decollata una nuova economia che avrebbe permesso alla gente di evitare l’emigrazione. In una parola: la svolta.

Oggi, dopo 27 anni, ci si aspetterebbe un polo industriale di tutto rispetto, con decine di grandi capannoni e centinaia di operai, con il traffico in ebollizione negli orari di apertura e chiusura delle fabbriche.
Invece no. Le realtà che funzionano sono davvero poche e spesso relegate al settore alimentare o dell’abbigliamento. E nel corso del tempo alcuni capannoni sono rimasti incompleti, quelli della famosa (a volte famigerata) legge 488.
Non sempre la ricezione dei finanziamenti coincideva con l’effettiva realizzazione.
Tra questi ce n’è uno, con dei locali molto grandi, in cui si sarebbero dovuti fabbricare gioielli e lavorare diamanti. Oggi è tutto in abbandono e, cosa ancora più triste, anche la zona circostante è in completo degrado.

Recentemente, grazie ad una segnalazione di un cittadino, pare che una zona nei pressi della vicina Triscina  sia stata bonificata dai rifiuti e adibita a campetto di calcio.
Vorrà dire che se non si è riusciti a far diventare Castelvetrano la capitale della nuova industria, la si potrà sempre trasformare in un tempio dello sport.

Egidio Morici
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