Essepiauto

“La messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici, il loro adeguamento e la costruzione di nuove scuole; il raggiungimento della media nazionale sul tempo pieno o almeno nel breve termine il 15/20% della copertura delle classi della scuola primaria, attualmente ferma al 7%; la trasformazione dei posti sul sostegno dell’organico in deroga in posti di diritto; la stabilizzazione del personale Ata che, complessivamente sotto organico, da anni vive nella precarietà”.

Sono queste le quattro priorità sottoposte dai segretari regionali della Flc Cgil, Graziamaria Pistorino, Cisl Scuola, Francesca Bellia, e Uil Scuola, Claudio Parasporo, al ministro dell’istruzione Marco Bussetti nel corso di un incontro presso la scuola Giovanni Falcone di Palermo.

“Le richieste – aggiungono – muovono dalla necessità di uscire dallo stato drammatico in cui versa da troppo tempo la scuola nell’Isola rispetto al resto del Paese. Dall’edilizia scolastica all’abbandono e al tempo pieno, dagli organici dei docenti di sostegno a quelli degli ausiliari, dei tecnici e degli amministrativi. In ognuno di questi settori la Sicilia è maglia nera”.

“La maggior parte delle strutture – continuano – risulta inadeguata, fatiscente e sprovvista di standard di sicurezza. Il tempo pieno è fermo ad un misero 7% a fronte di una media nazionale del 35.7%. Mentre oltre 7.000 insegnanti di sostegno e 8.000 tra ausiliari, tecnici e amministrativi vivono da anni nella precarietà, nonostante i posti ci siano e lo Stato potrebbe stabilizzarli a costo zero”.

“Ecco perché consideriamo l’accordo firmato oggi tra il Ministero e la Regione Siciliana – concludono – un piccolissimo passo in avanti rispetto al lungo percorso che ancora bisogna fare. Pertanto chiediamo al ministro e al governo nazionale di predisporre un Piano per la scuola in Sicilia e al Sud e di prendere impegni concreti, con capitoli di spesa dedicati nella prossima legge di bilancio”.

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Le quattro priorità della Scuola siciliana

(Nota per il ministro dell’Istruzione, on. Marco Bussetti)

 

Edilizia scolastica

La situazione – Basterebbe entrare a caso in un qualsiasi edificio scolastico dell’Isola per imbattersi facilmente in strutture inadeguate, fatiscenti e sprovviste di standard di sicurezza. Solo per ricordare qualche dato il 56,2% degli edifici adibiti a funzioni scolastiche è privo di certificato di collaudo e il 65,6% non rispetta le normative antisismiche, anche perchè il 45,8% risulta costruito tra il 1946 e il 1975.

La richiesta – Un piano di investimenti graduale, ma sistematico, per la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici, il loro adeguamento e la costruzione di nuove scuole.

Abbandono scolastico e tempo pieno

La situazione – La Sicilia è maglia nera per abbandono scolastico e offerta di tempo pieno. Secondo le ultime rilevazione del Miur nell’Isola si registra il 24% degli abbandoni, nel resto d’Italia la percentuale è al 13.8, mentre il tempo pieno è fermo al 7%, a fronte di una media nazionale del 35.7%. In Sicilia, quindi, il 93% degli studenti frequenta 2,5 anni in meno nei cinque anni di scuola primaria, ovvero 2.145 ore di tempo scuola negato, solo perché lo Stato non eroga il servizio in questa parte del Paese.

La richiesta – Raggiungere la media nazionale o almeno nel breve termine il 15/20% della copertura delle classi della scuola primaria, in modo da offrire agli studenti siciliani quel modello pedagogico inclusivo pensato da don Milani, proprio per affrontare le maggiori situazioni di squilibrio sociale.

Organici docenti sostegno

La situazione – Ogni anno in Sicilia si ripete la solita querelle sulle assegnazioni provvisorie dei posti di sostegno, che tiene col fiato sospeso i docenti siciliani trasferiti al Nord, ma anche i precari destinatari delle supplenze. Eppure sono più di 7.000 i posti di sostegno in deroga. Un numero che, se trasformato in organico di diritto, basterebbe a venire incontro alle richieste dei docenti, senza nessun costo aggiuntivo per lo Stato, ma soprattutto a garantire la continuità didattica dei percorsi educativi avviati tra l’insegnante e l’alunno diversamente abile.

La richiesta – Trasformare i posti sul sostegno dell’organico in deroga in posti di diritto.

Organici Personale Ata

La situazione – In Sicilia rileviamo una pesante precarizzazione del personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Quest’anno è stato stabilizzato solo il 50% dell’organico necessario. In termini assoluti si tratta di 8.744 assunzioni su una disponibilità di organico pari a 16.911 posti, che proprio perché non stabilizzati vengono attribuiti ai supplenti delle graduatorie provinciali dei precari. Inoltre, la predisposizione degli organici sul numero complessivo degli alunni penalizza tutto il territorio siciliano, perché composto anche da piccoli centri di montagna e da isole minori. Pertanto, in media, il personale attribuito ai piccoli istituti è sottodimensionato.

La richiesta – Basta precarietà, trasformare l’organico di fatto in diritto e modificare le modalità di calcolo per l’attribuzione del personale Ata.

Palermo, 28 settembre 2018

Graziamaria Pistorino
Flc Cgil Sicilia

Francesca Bellia

Cisl Scuola Sicilia

Claudio Parasporo

Uil Scuola Sicilia